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lunedì 7 novembre 2011

Robocop: un film cult che vale la pena vedere?

Recensione del film Robocop



Robocop è un film che non avevo mai visto, fatto che costituiva una grave lacuna per un appassionato di film fantastici, trattandosi di un vero e proprio film culto degli anni 80.

Tuttavia, non mi ha mai ispirato, e l'ho sempre visto come un fratello povero di Terminator.

Il regista è Paul Verhoeven I, regista assai famoso in quegli anni, grazie a pellicole d'effetto come lo stesso Robocop, Basic instinct, Starhip troopers, Showgirls.

Elementi in comune tra i film: azione e sensualità, elementi con cui evidentemente Verhoven ha deciso di colpire il pubblico.

Azione e violenza, occorre precisare, almeno nel caso di Robocop, che è ambientato in un prossimo futuro in cui il tasso di criminalità è altissimo e in cui la polizia, per farvi fronte, ha deciso di portare avanti l'esperimento di un poliziotto cyborg, nato dal cadavere di un poliziotto appena morto durante il servizio.

Da qui un crescendo rossiniano di azione e violenza, per l'appunto, col cyborg Robocop alle prese con una banda di gangster.

Robocop, alla fine della fiera, si riassume tutto nel binomio appena citato, visto che altro non c'è oltre che azione, violenza ed effetti speciali allegati.

Dialoghi e personaggi sono tutt'altro che memorabili, la fotografia del film non è certo spettacolare.

Alla fine, il mio istinto non aveva torto, nel senso che davvero Robocop è il fratello povero di Terminator (film ben più riuscito), e probabilmente, almeno ai miei occhi, non vale la pena vederlo.


Fonte della recensione del film Robocop

giovedì 27 ottobre 2011

Fanboys: un road movie tutto da ridere?

Recensione del film Fanboys


La recensione che Cinema e film vi propone questa volta è su Fanboys, una commedia girata da Kyle Newman nel 2008 ma ambientata dieci anni prima, ossia alla vigilia dell'uscita del primo film di Star Wars.

Protagonisti della pellicola i giovani attori Jay Baruchel (L’apprendista stregone) e Kristen Bell (Veronica Mars) e Dan Fogler, i quali interpretano un gruppo di grandi appassionati della saga di Lucas, talmente grandi da essere disposti a penetrare negli uffici del produttore per rubare il nastro del primo episodio, e vederselo in anteprima.

Il programa include una sorta di viaggio su strada, durante il quale, come da tradizione commedie usa, succederà un po' di tutto, dalle risse con i fan di Star Trek agli incontri sexy.

Fanboys fa spesso sorridere, e qualche volta ridere, ma non rimarrà certamente nella storia del cinema, rimanendo esattamente quello che sembra: una commediola sneza pretese per passare una serata spensierata, magari con amici.

Da citare il cameo di Kevin Smith, attore e regista di film altrettanto comico-demenziali come Clerks, Dogma e Zack e Miri.



Fonte della recensione del film Fanboys

lunedì 24 ottobre 2011

Arthur e il popolo dei Minimei: ecco l'animazione fantasy di Luc Besson...

Recensione del film d'animazione di Luc Besson Arthur e il popolo dei Minimei



Arthur e il popolo dei Minimei è il primo film d'animazione di Luc Besson, regista che dopo essersi cimentato con vari generi (si vedano i vari Nikita, Il quinto elemento, Leon, Angel-A, Adele e l'enigma del faraone), è approdato anche all'animazione, ottenendo un buon successo peraltro, come provano i due sequel Arthur e la vendetta di Maltazard e Arthur 3 - La guerra dei due mondi.

Anche se, a dire il vero, Arthur e il popolo dei Minimei è solo in parte un film d'animazione, visto che inizia come un normale film recitato, per poi evolvere nel fantasy-animazione.

Ecco la trama in sintesi: Arhur vive con la nonna Marguerite, visto che i genitori sono sempre in viaggio per il mondo e che il nonno Archibald è sparito anni prima alla ricerca del fantomatico popolo dei Minimei e del loro tesoro.

Tutte sciocchezze, ovviamente, è stato ripetuto spesso ad Arthur, che tuttavia si lancia anch'egli nella ricerca allorquando per problemi economici la fattoria rischia di essere persa. Incredibilmente, la sua ricerca avrà un esito positivo...

Arthur e il popolo dei Minimei è un film d'animazione rivolto all'infanzia, anche se è godibile anche da parte di un adulto. Strizza apertamente l'occhio a diversi classici fantastici, come I viaggi di Gulliver, L'isola del tesoro, La spada nella roccia, ma lo fa non per plagio, per simpatica citazione.

E il film è così: simpatico, gradevole, fiabesco in modo semplice e leggero.

Alla fine della fiera, Arthur e il popolo dei Minimei non sarà un capolavoro del cinema, ma un film piacevole sì.



Fonte della recensione del film d'animazione di Luc Besson Arthur e il popolo dei Minimei

giovedì 20 ottobre 2011

The uninvited: il remake americano del film horror coreano Two sisters!

Recensione del film horror The uninvited



The uninvited è il remake americano del film horror coreano Two sisters.

Film horror a metà col genere introspettivo-psicologico, a dire il vero, con la trama dell'originale che rimaneva aperta a diverse interpretazioni e quella del remake che si sposta invece più sulla psicologia.

Ecco la trama: Anna è una ragazzina assai delicata, appena uscita da una clinica psichiatrica, dove era stata ricoverata dopo la morte della madre.

Che lei e la sorella Alex si convincono che non fosse stato un mero incidente, ma qualcosa di voluto dalla ex infermiera, ora nuova compagna del padre.

La loro indagine sembrerà confermare tutto ciò, anche se...

La conversione Oriente-Usa spesso ha dato buoni risultati, e basta pensare a film come The ring o The grudge (Ringu e Ju-on in lingua originale), ma stavolta l'operazione non è stata all'altezza.

Intanto, The uninvited si perde le qualità migliori del suo riferimento, ossia una fotografia eccellente e un'atmosfera perennemente inquietante, e inoltre punta su dialoghi piuttosto banali e su una sceneggiatura modificata rispetto all'originale Two sisters e decisamente meno efficace.

Tra l'altro, anche il casting non è sembrato ottimale: se è vero che si disimopegnano bene Elizabeth Banks (Zack e Miri, Seabiscuit, Travolti dal destino) e la giovane Emily Browning, è pure vero che un ruolo di primo piano, forse il più importanti di tutti, è stato affidato a un'attrice da commedia, Arielle Kebbel (American pie 4 - Band camp), probabilmente poco in parte.

Insomma, da Two sisters a The uninvited a mio avviso si è passati da un ottimo horror psicologico a un mediocre thriller-psicologico, ragion per cui è assolutamente meglio vedersi l'originale, volendo scegliere



Fonte della recensione del film horror The uninvited

lunedì 17 ottobre 2011

Prendi i soldi e scappa: il primo, divertentissimo film di Woody Allen!

Recensione del film di Woody Allen Prendi i soldi e scappa



Prendi i soldi e scappa è ormai il film di Woody Allen numero ventuno che recensisco; tuttavia, questo è il primo cronologicamente parlando, visto che risale al lontano 1969.

Se ne ho visti tanti, tra cui gli strepitosi Il dormiglione, Manhattan, La dea dell’amore, La maledizione dello scorpione di giada, Amore e guerra, significa evidentemente che sono un fan di Woody Allen.

Di cui non mi stupisco la carriera brillante, considerando questo primo film, nonchè, in particolare, l'incipit dello stesso: 8 minuti di irresistibile e serrata ironia.

Prendi i soldi e scappa vede come protagonista Virgil Stardwell, un giovane di Baltimora intelligente ma un po' inetto socialmente, tanto che finisce per prendere la pericolosa strada del crimine. Per quanto il crimine di Woody Allen sia un crimine decisamente un po' semplicistico e simpatico.

Durante la sua non troppo fulgida carriera criminale, Virgil conoscerà la bella Louise, di cui si innamorerà subito ma che comunque non lo distoglierà dai suoi progetti illegali.

Prendi i soldi e scappa si muove dunque tra commedia e storia d'amore, anche se il primo elemento è nettamente prevalente: gag visive e verbali non si contano nemmeno, e il film fa ridere e sorridere spesso.

Certo, si contano anche delle manchevolezze, con la storia che in fondo è persino un po' tropo naif. Il ritmo rapido e incessante tuttavia non fa riflettere lo spettatore su quello che manca e anzi lo fa godere di quel buono che c'è.

Non siamo ai livelli di umorismo dei film di Woody Allen citati in apertura, tuttavia anche Prendi i soldi e scappa è un film che mertita assolutamente di essere visto.



Fonte della recensione del film di Woody Allen Prendi i soldi e scappa

giovedì 13 ottobre 2011

Al di là dei sogni: bellissimo film con Robin Williams!

Recensione del film Al di là dei sogni



Al di là dei sogni è un film cui sono molto affezionato, un po' perchè è bellissimo da vedere, un po' perchè ha contenuti importanti.

Curiosamente, è uno dei film con Robin Williams (L’attimo fuggente, Mrs. Doubtfire, L’uomo bicentenario, Good morning Vietnam, Hook, Jumanji, Will hunting, La leggenda del re pescatore,) meno famosi tra tutti.

La regia è di Vincent Ward, e l'anno di produzione il 1998.

Quanto al genere, è un meticcio: film fantastico, film esoterico, film drammatico e film d'amore. Ce n'è dunque per tutti i gusti, ed ecco la sua trama in sintesi: Chris e Annie sono una bella coppia, e hanno due figli, che sfortunatamente un giorno muoiono in un incidente stradale.

La coppia tira avanti, finchè anche Chris muore, pure lui sulla strada. A questo punto Annie entra in depressione e si toglie la vita.

Al di là dei sogni è la storia di quello che accade a lui e a lei dopo la morte, e peraltro alcuni maestri spirituali lo indicano come realistica rappresentazione del post-mortem.

Al di là di questo aspetto esoterico, il film è bellissimo: la fotografia è spettacolare, i personaggi memorabili, dialloghi e situazioni toccanti e profonde. Non manca anche un pizzico di umorismo, soprattutto grazie al versatile Robin Williams.

In questo senso, non stupisce che Al di là dei sogni abbia vinto qualche premio, tra cui un Oscar, mentre stupisce di più il fatto che non sia un film particolarmente famoso e reclamizzato...

Una curiosità: a un certo punto nel film si vedono delle figure praticamente identiche ai dissennatori di Harry Potter...



Fonte della recensione del film Al di là dei sogni

mercoledì 5 ottobre 2011

La rosa purpurea del Cairo: un Woody Allen bizzarro...

Fonte del recensione del film La rosa purpurea del Cairo



La rosa purpurea del Cairo è il ventesimo film di Woody Allen recensito su Cinema e film.

E' evidente che sono un appassionato del regista americano, di cui ho apprezzato soprattutto capolavori dell'ironia come Amore e guerra, Provaci ancora Sam, Manhattan, Il dormiglione, ma anche i più recenti La dea dell’amore, La maledizione dello scorpione di giada, Anything else.

La rosa purpurea del Cairo è datato 1985, e dunque a metà strada, e vede protagonista l'ex musa e compagna di Woody Allen Mia Farrow (da lui diretta in Hannah e le sue sorelle, Crimini e misfatti, ma che io ricordo sopratutto per l'horror Rosemary's baby), affiancata da Jeff Daniels (che al contrario ricordo volentieri nel bellissimo Pleasantville).

Ecco in sintesi la trama del film: Cecilia è una donna un po' triste, stretta in un matrimonio fallimentare col rozzo Monk e con l'unico svago del cinema. Proprio durante la visione di un film al cinema del paese, succede l'incredibile: il personaggio di Tom Baxter, avventuriero e gentleman, esce dallo schermo e va a conoscere proprio Cecilia, che aveva notato in moltissime proiezioni.

Da qui, succede il finimondo, nella vita della stessa Cecilia e nel mondo intero, ormai invaso da Tom Baxter usciti dagli schermi.

Nonostante la trama surreale e la firma di Woody Allen, La rosa purpurea del Cairo non è un film comico, e anzi più che una commedia risulta essere un dramma sentimentale, con la vita della povera Cecilia nel suo drammatico centro.

Certamente, ogni tanto fa capolino l'humor ironico di Allen, ma siamo ben lontani dai vertici dei film citati in apertura, tanto in senso umoristico quanto in senso qualitativo.

Il film comunque si segnala come molto originale, e può vantare anche un discreto pedigree in termini di premi e riconoscimenti. Discreto.



Fonte del recensione del film La rosa purpurea del Cairo

lunedì 3 ottobre 2011

Animal house: film culto del 1978 con John Belushi...

Recensione del film con John Belushi Animal house



Animal house è un film del 1978 diretto da John Landis, il medesimo regista di film culto come la commedia The blues brothers e l'horror Ai confini della realtà, nonchè regista di videoclip musicali poi passati alla storia (ad esempio Thriller di Michael Jackson).

Il suo protagonista è John Belushi (protagonista di The blues brothers con Dan Aykroyd), anche se avrebbe dovuto essere Bill Murray (protagonista di Ghostbusters con lo stesso Dan Aykroyd).

Ecco la trama di Animal house, se di trama si può parlare: Larry e Kent sono due matricole universitarie alla ricerca di una confraternita cui unirsi. Essend scalcinati essi stessi, finiranno nell'altrettanto scalcinata Delta Tau Chi, al cui interno si distingue per "meriti" John Blutarsky, detto Bluto, personaggio a dir poco eccentrico... e non l'unico, come si vedrà.

Il film in sostanza è una lunga sequela di gag e situazioni comiche più o meno disastrose in pieno stile commedia demenziale

Anzi, parliamo di un film che in qualche modo ha fatto scuola, avviando il genere commedia demenziale adolescenziale-giovanile, che poi avrebbe avuto esponenti come Porky's o American pie.

Sfortunatamente, Animal house non propone un umorismo di qualità, rimanendo sempre terra terra, e non presenta dialoghi brillanti o personaggi interessanti, a meno che per interessanti non si intenda distruttivi e stupidi.

In qualche modo, però, il film è passato alla storia, forse per l'essere anticonformista in quel periodo, tanto da essere considerato un film cult da molti appassionati.

Non attendetevi comunque ironia acuta, ma solo divertimento qualunque.


Fonte della recensione del film con John Belushi Animal house

giovedì 29 settembre 2011

Hannah e le sue sorelle: commedia-dramma sentimentale in stile Woody Allen...

Recensione del film di Woody Allen Hannah e le sue sorelle



Hannah e le sue sorelle è un film di Woody Allen del 1985, con un cast piuttosto ricco: oltre allo stesso Woody Allen, Mia Farrow, Michael Caine e Barbara Hershey nei ruoli principali,nonchè un paio di comparse di grido come Max von Sydow e John Turturro.

Il film, pluripremiato, da alcuni è indicato come il miglior film di Woody Allen, e in sostanza è una sinergia tra commedia e dramma sentimentale, denso di personaggi e di incroci, sentimentali o meno.

I protagonisti sono Hannah, ex moglie di Mickey e attuale moglie di Elliot, il quale si invachisce della di lei sorella, Lee, mentre l'altra sorella, la vivace Holly, Hannah tenterà di piazzare con l'ex marito Mickey.

In mezzo, svariati altri personaggi, tra cui gli ancora arzilli genitori delle tre sorelle.

Hannah e le sue sorelle nei fatti è una commedia sull'amore, sui sentimenti e sulle relazioni, più seria e meno divertente della media dei film di Woody Allen, ma comunque godibile.

Quello che è il diciannovesimo film di Woody Allen che recensisco sul sito non è uno dei miei preferiti in assoluto (che sono Amore e guerra, La dea dell’amore, La maledizione dello scorpione di giada, Manhattan), ma comunque l'ho trovato gradevole.

Quali che siano i vostri preferiti, buona visione.


Fonte della recensione del film di Woody Allen Hannah e le sue sorelle

martedì 27 settembre 2011

Adele e l'enigma del faraone: buona commedia surreale di Luc Besson!

Recensione del film Adele e l'enigma del faraone



Sono un fan del regista Luc Besson, e non a caso mi sono guardato, sempre con gusto, i suoi vari Angel-A, Il quinto elemento, Leon, Arthur e il popolo dei Minimei, i quali tra l'altro sono film assai diversi l'uno dall'altro (l'ultimo è addirittura un film d'animazione), fatto che testimonia la grande elasticità del regista francese.

Francese, ma con forte contaminazioni americane, fatto evidente in una certa spettacolarità dei suoi prodotti, che comunque conservano un forte senso di surrealità tipicamente francese.

Che personalmente apprezzo assai, e ciò spiega come mai su Cinema e film siano passati film come Il pianeta verde, Il favoloso mondo di Amelie, Carissima me, Amami se hai il coraggio, Lezioni di felicità.

Stavolta è la volta di Adele e l'enigma del faraone, film di Luc Besson tra archeologia, storia, giallo e umorismo. La protagonista p Adele Blanc-Sec, sorta di Lara Croft ante-litteram, donna parigina del 1911 sempre in mezzo agli eventi più improbabili, come la nascita di uno pterodattilo!

Adele indagherà sul caso, alternando azione e umorismo, oltre che un'aria decisamente sensuale, fatto che ingentilisce il film, che può tra l'altro vantare dei buoni dialoghi e una buona sceneggiatura, oltre che una buona caratterizzazione dei personaggi, per quanto forse un po' troppo caricaturati.

Complessivamente, Adele e l'enigma del faraone è un film gradevole e originale, che non a caso ha vinto anche qualche premio cinematografico.

Se desiderate una sorta di Indiana Jones più grazioso e sardonico, Adele potrebbe fare al caso vostro.


Fonte della recensione del film Adele e l'enigma del faraone

mercoledì 21 settembre 2011

Harry Potter e i doni della morte - Parte II: ancora un mezzo fallimento di David Yates...

Recensione del film di David Yates Harry Potter e i doni della morte - Parte II



Con Harry Potter e i doni della morte - Parte II si è conclusa anche in ambito cinema la saga di Harry Potter, creata dalla scrittrice J.K. Rowling è ormai celeberrima.

Sfortunatamente, si è conclusa con David Yates dietro la macchina da presa, sarebbe a dire lo stesso regista con cui la qualità dei film di Harry Potter è letteralmente crollata: al discreto Harry Potter e l’Ordine della Fenice era seguito il pessimo Harry Potter e il Principe mezzosangue, e poi il mediocre Harry Potter e i doni della morte - Parte I.

Film decisamente lontani dai livelli dei primi quattro della saga, diretti da Chris Columbus, Alfonso Cuaron e Mike Newell, ritenuti tuttavia più registi per ragazzi, laddove agli ultimi episodi si voleva dare un taglio decisamente più adulto-orrorifico.

Se da un lato si è guadagnato qualcosa in questa direzione, dall'altro lato tuttavia si è perso molto di più tanto nell'atmosfera magica tipica dei romanzi di Harry Potter (e dei primi film), quanto nelle relazioni tra i protagonisti, Harry, Hermione, Ron e amici vari.

Anzi, a dirla tutta alcuni momenti clou dei libri, vere scene madri, sono stati o ignorati da Yates, o resi in modo ridicolo.

Ad ogni modo, ecco la trama: Voldemort si è impadronito del Ministero della Magia, così come della bacchetta di sambuco (la cui storia la Rowling ha raccontanto nel libro esterno alla saga di Harry Potter Le fiabe di Beda il Bardo), mentre la situazione per Harry è a dir poco grigia: costretto alla latitanza, vede i suoi amici e conoscenti cadere uno a uno, si sente impotente nella distruzione degli horcrux e per di più è costretto a litigio con Ron.

Il film è meno lungo di quanto ci si potrebbe attendere dati i precedenti episodi, cosa che comunque non giustifica David Yates nei suoi tagli scriteriati, risultando un film di discreta tensione e spettacolarità, ma decisamente carente nei puoi testè citati.

Complessivamente, il giudizio su Harry Potter e i doni della morte - Parte II è appena sufficiente: la saga di Harry Potter però avrebbe meritato molto di più.



Fonte della recensione del film di David Yates Harry Potter e i doni della morte - Parte II

lunedì 19 settembre 2011

Ghostbusters 2: film all'altezza del primo Ghostbusters??

Recensione del film Ghostbusters 2




Ghostbusters è da sempre uno dei miei film preferiti: da quando ero ragazzino l'avrò visto almeno una quindicina di volte.

Meno fortuna, dalle mie parti ma in generale, ha avuto il suo seguito, Ghostbusters 2, film che ha seguito il primo a breve distanza (mentre il terzo dovrebbe uscire a breve!), ma con risultati assai più modesti.

E questo non perchè sia un brutto film, anzi lo giudico discreto, ma perchè il confronto con l'inarrivabile primo Ghostbusters lo fa impallidire.

I protagonisti sono praticamente gli stessi: gli acchiappafantasmi di base (Peter Venkman, Raymond Stantz, Egon Spengler), la solita cliente difficile Dana Barrett, l'aiutante Louis Tully.

Sarebbe a dire, rispettivamente, Bill Murray (SOS fantasmi), Dan Aykroyd (Blues Brothers, Lo strizzacervelli), Harold Ramis (regista del film capolavoro Ricomincio da capo), Sigourney Weaver (Alien), Rick Moranis (La piccola bottega degli orrori).

In questo secondo episodio tuttavia gli acchiappafantasmi si trovano a malpartito, visto che, dopo aver salvato la città di New York e dopo averla svuotata dai fantasmi, per loro il lavoro è diminuito grandemente, tanto da doversi ridurre a partecipare a sagre e feste private.

Per fortuna c'è la solita Dana Barrett, che stavolta ha attirato un antico tiranno dei Carpazi, tale Vigo von Homburg Deutschendorf,il quale brama di reincarnarsi nel di lei neonato.

Rispetto al primo film abbiamo un po' di critica sociale in più, un po' di patriottismo in più, ma assolutamente meno ispirazione e originalità.

Come detto, Ghostbusters 2 è un discreto film fantastico-surreale, ma che sta svariate spanne al di sotto del suo predecessore.


Fonte della recensione del film Ghostbusters 2

lunedì 12 settembre 2011

Amami se hai il coraggio: film francese tra commedia sentimentale e surreale...

Recensione del film Amami se hai il coraggio



Amami se hai il coraggio è l'ennesimo film francese che passa su Cinema e film, fatto certo non nuovo a chi segue il sito da un po', e che sa che sono un fan della commedia d'oltralpe.

Tra gli altri, difatti, sono già passati i vari Le folli avventure di Rabbi Jacob, 8 donne e un mistero, Una top model nel mio letto, La cena dei cretini, oltre che film più famosi come Il favoloso mondo di Amelie o Giù al nord.

Ma questi, forse i migliori del lotto francese, non sono certo gli unici passati sul sito, come dimostrano le recenti recensioni di La crisi! e Carissima me, diretti rispettivamente da Coline Serreau e da Yann Samuell.

Della prima regista, peraltro, avevo già proposto l'interessante Il pianeta verde, mentre il secondo viene bissato proprio oggi con Amami se hai il coraggio, film che vede come protagonista quella Marion Cotillard che da anni è considerata una promessa del cinema francese e che è già comparsa in film di spessore come Una lunga domenica di passione, Big Fish, Inception, Nine.

L'avvio di Amami se hai il coraggio è ottimo: la voce narrante, la scena iniziale, lo stile surreale, i due protagonisti fanno tutti il loro dovere, coinvolgendo da subito lo spettatore e prospettanto una commedia romantica sullo stile de Il favoloso mondo di Amelie o di Carissima me.

Il registro tuttavia cambia subito, proponendo un film decisamente più disincantato, più maturo, persino più duro.

Un duro colpo per gli amanti del primo genere filmico, peraltro aumentato dai notevoli salti temporali della storia, forse eccessivi.

Altro aspetto che mi ha lasciato dei dubbi è il basso livello dei dialoghi (oltre che delle situazioni umane a tratti), fatto che in buona parte rovina l'atmofera fiabesca e surreale del film.

In conclusione, Amami se hai il coraggio èun film sufficiente, ma che lascia la sensazione che avrebbe potuto essere assai migliore.



Fonte della recensione del film Amami se hai il coraggio

lunedì 5 settembre 2011

Tony Manero: un film assolutamente da evitare?

Recensione del film Tony Manero



Se l'ultimo film recensito era stato una commedia (Harry a pezzi, Woody Allen), ad esso segue un film drammatico: Tony Manero, film del 2008 di Pablo Larrain.

Il film è ambientato nel Cile degli anni 70, durante il regime di Pinochet e in un periodo sociale decisamente instabile e pericoloso, con scontri tra polizia e ribelli e un alto tasso di criminalità.

Il protagonista della storia è Raul Peralta, un disoccupato di mezz'età fissato con il ballo e con John Travolta, tanto da preparare uno spettacolo dedicato alla figura di Tony Manero, e tanto da partecipare a una trasmissione televisiva per il miglior Tony Manero cileno...

A fare da contorno a Raul, la sua amante, anch'essa ballerina, la di lei figlia, nonchè altri personaggi secondari.

Lo scarso senso civile del Cile di quel periodo diventa uno scarso, per non dire nullo, senso umano in Raul, disposto letteralmente a tutto pur di ottenere il suo obiettivo.

In questo senso, Tony Manero è una lunga sequela di azioni squallide e moralmente deprecabili, senza neppure un briciolo di umorismo, di felicità o anche solo di serenità.

Non certamente il mio genere di film, dunque, e anzi mi sento di sconsigliare Tony Manero... a meno che, per l'appunto, non si voglia assistere a un panorama umano assai basso e deprimente.



Fonte della recensione del film Tony Manero

venerdì 2 settembre 2011

Harry a pezzi: film di Woody Allen tra la commedia e il grottesco...

Recensione del film di Woody Allen Harry a pezzi



Harry a pezzi è l'ennesimo film di Woody Allen che recensisco sul sito: il sedicesimo film in totale, e segue le recenti recensioni di Io e Annie e Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni.

Woody Allen è di gran lunga il regista più rappresentato su Cinema e film, seguito, ma a lunga distanza, da
Terry Gilliam, Hayao Miyazaki e David Cronenberg.

La data di Harry a pezzi è il 1997, ossia il periodo di mezzo di Woody Allen, a metà strada tra quello vecchia maniera, tutto ironia e motteggi, e quello più recente, più introspettivo e psicologico.

Harry a pezzi riflette tale fattore mediano, risultando certamente ironico e divertente, ma offrendo anche spunti di riflessione, ed essendo anzi un lungo spunto di riflessione, dato che il personaggi centrale, Harry Block, decisamente autobiografico, vive un periodo di introspezione emotiva e interpersonale, che lo porta a riflettere, e con lui i suoi spettatori, sulle relazioni umane e le cose che contano nella vita.

Woody Allen, peraltro, è accompagnato in questo film da un cast molto ricco: tra prime parti e parti secondarie abbiamo difatti Billy Crystal, Kirstie Alley, Demi Moore, Robin Williams, Paul Giamatti, Tobey Maguire, Jennifer Garner.

Il film tra le altre cose ha una forte valenza grottesca, fatta di discese negli inferi, persone fuori fuoco, etc.

Complessivamente Harry a pezzi è un discreto film, originale e divertente, anche se a tratti si perde tra i numerosi salti temporali e i numerosi personaggi. Discreto, dunque, ma ben lontano dai capolavori di Woody Allen, ossia Manhattan, Amore e guerra, La dea dell’amore...


Fonte della recensione del film di Woody Allen Harry a pezzi

lunedì 29 agosto 2011

Zack e Miri - Amore a primo sesso: un buon film-commedia??

Recensione del film Zack e Miri - Amore a primo sesso


Ogni tanto guardo dei film pescati letteralmente a caso su internet, e la recensione di oggi è dedicata a uno di questi: Zack e Miri - Amore a primo sesso.

Il regista mi è ben noto, essendo quel Kevin Smith giò noto per Clerks - Commessi (che non mi è piaciuto molto) e per Dogma (che al contrario ho apprezzato parecchio).

Sfortunatamente, Zack e Miri - Amore a primo sesso non mi è piaciuto per nulla.

Ma andiamo a vedere la trama: Zack e Miri sono due vecchi amici, nonchè coinquilini. Ambo in bolletta, un bel giorno vengono loro staccata la luce e l'acqua.

Per risollevare le loro sorti finanziarie i due partoriscono un progetto piuttosto anomale: un film porno casereccio, con scenografia e attori improvvisati (tra cui loro stessi).

Finirà nel modo più prevedibile e banale possibile...

In effetti, Zack e Miri - Amore a primo sesso non brilla certo per originalità, e nemmeno per dialoghi o per umorismo, devo dire, risultando a tutti i livelli pacchiano a piatto.

Per lo meno, tuttavia, non affonda del tutto nel momento in cui si sarebbe potuto ipotizzare un naufragio completo, sarebbe a dire allorquando nel film si inizia a girare il film porno.

Anzi, paradossalmente in questo frangente la storia migliora un pochino, anche se non tanto da meritarsi una valutazione positiva.

Insomma, tirando le fila del discorso, Zack e Miri - Amore a primo sesso è una commedia demenziale sciatta e abbastanza insulsa. Piuttosto che vedervi questo film, vi consiglio altre commedie demenzial-umoristiche-scanzonate, come Fatti, strafatti e strafighe, Tutte pazze per Charlie, Lo strizzacervelli, Benvenuti a Zombieland, Zohan, Scary movie 3, La cena dei cretini, Una top model nel mio letto, American pie, Casino royale, Hollywood party, Le folli avventure di Rabbi Jacob, etc.



Fonte della recensione del film Zack e Miri - Amore a primo sesso

giovedì 25 agosto 2011

Biancaneve e gli 007 nani: forse il peggior film d'animazione che abbia mai visto...

Recensione del film d'animazione Biancaneve e gli 007 nani



Di solito guardo un film perchè già ragionevolmente sicuro della sua qualità, per via del regista, del cast, o della sua fama positiva.

A volte, tuttavia, mi concedo delle sorprese, che spero siano positive ma che a volte sono decisamente negative come nel caso di Biancaneve e gli 007 nani

Biancaneve e gli 007 nani è un film d'animazione del 2009, che mischia la favola di Biancaneve a personaggi di allre favole, nonchè a un'ambientaziona abbastanza moderna, fatta di discoteche, cellulari, etc.

In tale contesto, Biancaneve è una ragazza alla moda molto contemporanea, che passa il suo tempo tra locali, feste, cellulari e shopping, per la delusione di suo padre che sperava che essa crescesse come lasua compianta madre.

Il film si struttura dunque come una sorta do storia di formazione e crescita, anche se a conti fatti si rivela piuttosto banale e piatto.

Forse persino peggiore della sceneggiatura è anche la realizzazione tecnica, con un'animazione veramente scarsa, sia nei paesaggi sia nella fluidità dei movimenti.

Come se ciò non fosse abbastanza, il doppiaggio è stato affidato, in perfetto stile italiota, a fior fiori di professionisti del doppiaggio come Antonella Clerici e Jerry Calà (forse ci si è già dimenticati dell'effetto Ilaria D'Amico in Eragon...).

Insomma, a farla breve sembra che i produttori di Biancaneve e gli 007 nani si siano messi d'impegno per confezionare il peggior prodotto possibile, che ovviamente vi consiglio di ignorare, per dedicarvi invece ad altri film d'animazione di genere umoristico-fiabesco, come Shrek e Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti, oppure ad altri film d'animazione-commedie assai ben riusciti, come Happy feet, Wallace & Gromit, Megamind.



Fonte della recensione del film d'animazione Biancaneve e gli 007 nani

mercoledì 10 agosto 2011

Carissima me: deliziosa commedia surreale con Sophie Marceau!

Recensione del film con Sophie Marceau Carissima me



Carissima me è l'ennesimo film francese che recensisco sul sito, subito dopo un altro film francese, La crisi!, e a seguito di una folta colonia di rappresentanti, più o meno sconosciuti, come 8 donne e un mistero, Le folli avventure di Rabbi Jacob, Lezioni di felicità, La cena dei cretini, Una top model nel mio letto, Il pianeta verde, Sta’ zitto, non rompere, etc.

Il nome del regista di Carissima me non è certo un nome di grido, Yann Samuell, ma la sua attrice principale viceversa è un nome praticamente storico, dato che è quella Sophie Marceau che aveva fatto epoca da ragazzina con Il tempo delle mele.

Ebbene, ora Sophie Marceau è una quarantenne veramente in forma, e proprio i 40 anni sono la scusa che dà l'avvio al film, in cui la protagonista centrale, Marguerite (che però si fa chiamare Margaret), riceve una misteriosa lettera da un misterioso vecchio.

Chi è, e perchè gli consegna lettere scritte da lei stessa quando era bambina?

Carissima me mischia presente e flashback, nonchè scene recitate e animazioni, proponendoci una storia di crescita personale al contrario, con l'io bambino che insegna all'io adulto, che ha nel mentre dimenticato alcune cose importanti della vita e dei propri sogni.

Non è un caso che il titolo originale del film sia L’age de raison, con l'età della ragione che all'anagrafe è quella adulta, ma che spesso, intesa come saggezza, è quella dell'infanzia.

Il messaggio di fondo di Carissima me è "diventa chi sei", un messaggio molto bello che aggiunge valore a quello che è un buon film, gradevole, originale e molto colorato.



Fonte della recensione del film Carissima me

lunedì 8 agosto 2011

La crisi! - Divertente commedia di Coline Serreau!

Recensione del film di Coline Serreau La crisi!



La crisi! è il secondo film di Coline Serreau che recensisco su Cinema e film, dopo il buon Il pianeta verde.

Non si tratta peraltro delle prime commedie francesi che recensisco, dal momento che, citandone solo alcune, il sito ha già proposto i vari La cena dei cretini, Il favoloso mondo di Amelie 8 donne e un mistero,Una top model nel mio letto, Lezioni di felicità, Le folli avventure di Rabbi Jacob, La capra, Giù al nord, etc.

Come intuibile, sono un fan dell'umorismo francese, leggero, ironico e surreale, così come sono un fan di Coline Serreau, scrittrice e regista nota per le sue opere a metà tra commedia e tematica sociale, come peraltro era stato per lo stesso Il pianeta verde, al centro di una storia ecologista.

La crisi! al contrario si concentra sulla società di oggi e le sue distorsioni: i ritmi troppo frenetici, la competizione sfrenata, le relazioni sociali insensate, la decadenza dei valori veri, etc.

La crisi! racconta la storia di Victor, avvocato di successo che però si trova, nello stesso giorno, a perdere il lavoro e la moglie. Alla ricerca di qualcuno che lo capisca e lo consoli, egli si imbatterà in Michou, un perditempo che a sua volta cerca qualcuno che gli offra una birra e da mangiare, trovando in lui più saggezza di quanto si sarebbe aspettato inizialmente (e noi con lui, devo dire...).

Il film parte come un razzo, con ritmi frenetici e senza pause, per poi rallentare nella sua seconda parte, quella in cui Victor esamina la sua vita e le sue relazioni personali.

Le ambientazioni proposte da La crisi! sono numerose, e certamente il film non manca di vivacità, nè di umorismo.

Anche se si tratta di un umorismo tipicamente francese, assai distante da quello più visivo e terra-terra nostrano....


Fonte della recensione del film di Coline Serreau La crisi!

giovedì 4 agosto 2011

Altrimenti ci arrabbiamo! - Uno dei migliori film di Bud Spencer e Terence Hill??

Recensione del film Altrimenti ci arrabbiamo!



Altrimenti ci arrabbiamo! è certamente uno dei più famosi film di Bud Spencer e Terence Hill, rimasto nella memoria degli italiani soprattutto per un paio di scene memorabili.

Come non ricordare la scena del coro dei pompieri, oppure la mitica Dune Buggy?

La stessa colonna sonora, affidata ai fratelli De Angelis, è rimasta nella storia del cinema italiano.

Tuttavia, nel mio gusto personale Altrimenti ci arrabbiamo! sta qualche spanna dietro altri film culto della coppia Bud Spencer-Terence Hill, come i bellissimi (inarrivabili a mio avviso)
I due superpiedi quasi piatti e Nati con la camicia, o anche Chi trova un amico, trova un tesoro e Pari e dispari.

Probabilmente non è un caso che Altrimenti ci arrabbiamo sia stato girato da Marcello Fondato, mentre quelli appena citati dai più talentuosi E.B.Clucher e Sergio Corbucci.

In questo film, difatti, vi ho trovato dei personaggi più stereotipati, dell'umorismo di livello inferiore, e un eccesso di botte che mal dissimula l'assenza di una trama e di dialoghi più interessanti.

Ad ogni modo, ecco in breve la trama di Altrimenti ci arrabbiamo!, per coloro che non la conoscessero: Ben e Kid sono due appassionati di corse automobilistiche di provincia, e proprio in una di esse un rrivo in ex aequo ha generato un premio in comune: una Dune Buggy nuova nuova, che i due si contenderanno a "birra e salsiccia".

Sfortunatamente, non fanno in tempo a finire la sfida chè l'autovettura è stata distrutta da una gang di sgherri del malavitoso locale, contro il quale i due inizieranno una sorta di sfida a distanza per riavere quanto tolto...


Fonte della recensione del film Altrimenti ci arrabbiamo!