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martedì 25 ottobre 2011

La vampira di Marte: romanzo fantastico.psicologico di Tanith Lee!

Recensione del romanzo fantastico di Tanith Lee La vampira di Marte



La vampira di Marte è il secondo libro che leggo di Tanith Lee, precisamente dopo Il signore delle illusioni.

Il primo libro non mi era piaciuto molto, mentre col secondo è andata un po' meglio. Il genere letterario è cambiato dal fantasy-horror alla fantascienza-horror, anche se l'elemento prevalente è quello psicologico-introspettivo.

Ma ecco la trama in sintesi: la protagonista è Sabella Quey, ragazza che vive su Novo Marte, un pianeta colonizzato in futuro dall'umanità. Siamo dunque in ambito fantascienza, a cui si aggiungerebbe poi l'elemento horror sapendo che Sabella è una vampira. Una vampira che, peraltro, sfrutta l'amplesso per abusare delle sue vittime (se si può dire così...).

La sua relazione con Sabbia Vincent però finirà male, e porterà sulle sue tracce il fratello Jace Vincent...

Il romanzo è ben scritto, e tiene vivo l'interesse del lettore, anche se, personalmente, non mi ha entusiasmato. Il ritmo è abbastanza lento e la trama alla fine non è trascinante, ma comunque
La vampira di Marte di Tanith Lee è interessante nella sua disamina psicologica della protagonista, personaggio assai disadattato e contorto.



Fonte della recensione del romanzo fantastico di Tanith Lee La vampira di Marte

martedì 4 ottobre 2011

Il signore delle illusioni: romanzo fantastico di Tanith Lee...

Recensione del romanzo di Tanith Lee Il signore delle illusioni



Il signore delle illusioni è il romanzo con cui la scrittrice Tanith Lee ha aperto il Ciclo dei Signori delle Tenebre, saga fantasy-fantastica che le ha dato una fama internazionale.

Proprio per la sua fama positiva ho deciso da poco di concederle un'altra chance, dopo che anni fa iniziai a leggere proprio Il signore delle illusioni, dovendo poi rinunciare per troppa noia.

Sfortunatamente, anche stavolta l'esito è stato il medesimo, appena attutito dal fatto che sono almeno riuscito a terminare il libro, comunque non lungo.

Ma andiamo a tracciare in sintesi la trama del romanzo: siamo agli albori del pianeta Terra, e su di esso, oltre agli uomini, vivono anche delle divinità, come Azharn, il signore della morte, o Chuz, il signore delle illusioni.

Intorno a loro, tutte le persone con cui giocano, visto che essi concepiscono la Terra e l'uomo come un campo da gioco su cui rivaleggiare e portare avanti una battaglia personale, al di là delle sofferenze causate alle persone.

I vari Nemdur, Jasrin, Dunizel e Zharet, in tal senso, non sono altro che pedine sulla loro scacchiera.

Il signore delle illusioni non mi è piaciuto perchè non è nè appassionante, nè divertente, nè originale nè acuto, risultando ai miei occhi solamente una serie di mini episodi collegati dal fatto che i due dei cercano di darsi fastidio a vicenda.

Insomma, il romanzo di
Tanith Lee mi ha ancora deluso, da cui la mia valutazione mediocre. Senza dubbio Tanith Lee non è l'autrice che fa per me.


Fonte della recensione del romanzo di Tanith Lee Il signore delle illusioni

mercoledì 8 giugno 2011

Il castello d'acciaio: divertentissimo romanzo fantasy di Lyon Sprague De Camp!

Recensione del romanzo fantasy di Lyon Sprague De Camp Il castello d'acciaio



Il castello d'acciaio è l'ennesimo libro di Lyon Sprague De Camp che propongo su Libri e Romanzi, dopo i vari L'anello del tritone, L’abisso del passato, La torre di goblin, Jorian di Iraz, Il re non decapitato.

A differenza degli altri, tuttavia, questo è stato scritto a quattro mani con Fletcher Pratt, altro scrittore noto per la sua sinergia tra fantastico-fantasy e umoristico.

Si tratta di una sinergia che personalmente trovo molto gradevole e divertente, anche se queto, va da sè, dipende dai gusti individuali.

In questo genere, comunque, Lyon Sprague De Camp è quasi imbattibile: personaggi interessanti, eventi coinvolgenti, tanti spunti e storie secondarie, ritmi rapidi e divertimento assicurato.

Il castello d'acciaio si suddivide in tre parti, L’incantatore incompleto, Il castello di Atlante e Il muro dei serpenti, e pur essendo un libro piuttosto corposo si legge abbastanza in fretta.

Esso racconta la storia di Harold Shea, un giovane che, annoiato dalla propria vita, desidera trovarsi in un mondo più avventuroso ed eccitante... e il suo desiderio incredibilmente diventerà realtà.

Come detto, tanti spunti e umorismo a go go, per un libro che piacerà certamente, oltre che ai fan di Lyon Sprague De Camp, anche a coloro che hanno apprezzato anche i vari Dominic Barker, Fritz Leiber e Terry Pratchett.



Fonte della recensione del romanzo fantasy di Lyon Sprague De Camp Il castello d'acciaio

venerdì 20 maggio 2011

Alvin l'apprendista: ecco l'ultimo romanzo di Orson Scott Card che ho letto...

Recensione del romanzo di Orson Scott Card Alvin l'apprendista



Alvin l'apprendista è il terzo romanzo del ciclo di Alvin il Costruttore di Orson Scott Card, uno dei miei scrittori preferiti, di cui non a caso ho letto già una decina di libri.

Dunque conosco abbastanza bene Orson Scott Card, eppure lo scrittore riesce sempre a sorprendermi: in questo caso, per esempio, dopo aver cambiato ambientazione e genere da Il settimo figlio a Il profeta dalla pelle rossa, ricambia nuovamente tutto quanto con Alvin l'apprendista.

Card è uno scrittore che utilizza frequenti balzi temporali, di anni (come nel caso di Alvin l'apprendista), di decenni (si veda la saga di James Worthing) o di secoli (per questo si veda la saga di Ender Wiggins), ed è così che ci ritroviamo con Alvin ormai giovane uomo, ora alle prese con l'apprendistato presso il fabbro Makepeace... nonchè con le lezioni dell'enigmatica maestra Larner (Card spesso dà i nomi in base ai mestieri, ai caratteri o ai destini dei personaggi).

In Alvin l'apprendista Alvin Miller torna ad essere il personaggio centrale delle vicende, laddove nel secondo romanzo del ciclo era stato affiancato da un paio di altri personaggi, stavolta completamente assenti.

Tali balzi di tempo, luogo e personaggi da un lato sono giostrati con maestria, ma dall'altro dispiacciono, visto che, data la bravura di Orson Scott Card nel caratterizzare le ambientazioni e i personaggi, quando cambia lo scenario se ne sente la mancanza.

Ad ogni modo, di mio ho preferito Alvin l'apprendista al libro precedente, ossia Il profeta dalla pelle rossa. Ma magari è un gusto personale: la bravura do O.S. Card non è in discussione, e non a caso si tratta di uno scrittore che ha vinto numerosi premi.



Fonte della recensione del romanzo di Orson Scott Card Alvin l'apprendista

mercoledì 4 maggio 2011

Il profeta dalla pelle rossa: Orson Scott Card colpisce ancora...

Recensione del romanzo di Orson Scott Card Il profeta dalla pelle rossa



Il profeta dalla pelle rossa è il seguito de Il settimo figlio, libro con cui Orson Scott Card ha aperto il ciclo di Alvin il Costruttore (o Alvin l'Apprendista).

Si tratta di un ciclo letterario sui generis rispetto alla tipica produzione di Card, che, pur oscillando tra fantasy e fantascienza, di solito ambienta i suoi romanzi in mondi e società completamente inventate.

Stavolta, invece, siamo di fronte a un caso di ucronia, sarebbe a dire di storia alternativa: Il settimo figlio, così come poi Il profeta dalla pelle rossa, sono difatti ambientati negli Stati Uniti di un paio di secoli fa, ma non negli Stati Uniti come li abbiamo conosciuti noi, ma come sarebbe stato secondo un'evoluzione storica alternativa... con tanto di magia e talenti particolari, fatto che, pur se ambientato in un contesto storicizzato, rende il ciclo di Alvin il Costruttore una saga fantasy.

Se nel primo romanzo eravamo di fronte al piccolo Alvin e ai problemi della sua famiglia, con questo secondo libro siamo viceversa alle prese con gli scontri tra l'uomo bianco e l'uomo rosso, nonchè tra gli americani e i francesi (i quali hanno inviato sul posto niente meno che Napoleone!).

Ecco che, oltre al giovanissimo Alvin, sono protagonisti della storia anche i due pellerossa Ta-Kumsaw e Lolla-Wossiky.

Si cambia così ambientazione e anche genere, in pieno stile Card, scrittore sempre pronto a riservarci delle sorprese.

Personalmente, ho preferito Il settimo figlio a questo Il profeta dalla pelle rossa, ma magari è anche un gusto personale legato alla mia passione per gli "episodi uno" (tra gli altri casi similari mi vengono in mente Ender ed Harry Potter); rimane il fatto che chiunque abbia apprezzato O. S. Card in uno dei suoi numerosi libri, lo apprezzerà probabilmente anche in questa saga.



Fonte della recensione del romanzo di Orson Scott Card Il profeta dalla pelle rossa

mercoledì 27 aprile 2011

Il settimo figlio: il primo romanzo della serie di Alvin il Costruttore di Orson Scott Card!

Orson Scott Card - Il settimo figlio

Recensione del romanzo di Orson Scott Card Il settimo figlio



Finora ho già letto ben nove romanzi di Orson Scott Card, uno scrittore che naturalmente apprezzo molto: la lista comprendeva i vari Il gioco di Ender, Il riscatto di Ender, Ender III - Xenocidio, E per noi le stelle, Il custode dell'uomo, I ribelli di Treason, I giorni del cervo, Domani le stelle...

... e ora comprende anche Il settimo figlio, romanzo con cui Orson Scott Card ha aperto il ciclo di Alvin il Costruttore, che prosegue poi con Il profeta dalla pelle rossa e Alvin l'apprendista.

Ecco la sintesi della trama: siamo nell'America del Nord di un paio di secoli fa, ma in un'America alternativa, sia perchè la storia non si è evoluta come "da noi", sia perchè si tratta di un mondo magico, tra particolari talenti, magia, talismani, etc.

La storia segue le vicende di Alvin Miller Junior, settimo figlio maschio di un settimo figlio maschio, e per questo dotato di grandi doni.

Il settimo figlio, come tutti i libri di Orson Scott Card, ha un focus di tipo psicologico e relazionale. Proprio i personaggi, i dialoghi e i rapporti tra di loro sono il nucleo della storia, che ri fa leggere bene e volentieri.

Anche se, senza dubbio, siamo un paio di gradini sotto Il gioco di Ender... ma per il semplice fatto che Il gioco di Ender sta un paio di gradini sopra praticamente chiunque.

In definitiva, Orson Scott Card si conferma scrittore dotato e capace.


Fonte della recensione del romanzo di Orson Scott Card Il settimo figlio

mercoledì 13 aprile 2011

L'ombra della profezia: l'ultimo libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin!

Recensione del romanzo L'ombra della profezia di George Martin



L'ombra della profezia è l'ultimo libro disponibile delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, il ciclo epico-fantasy che tanti ammiratori ha conquistato in tutto il mondo, e che deve ancora vedere la fine.

Per la precisione, L'ombra della profezia è il nono libro pubblicato in Italia, dopo Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi, La regina dei draghi, Tempesta di spade, I fiumi di guerra, Il portale delle tenebre, Il dominio della regina, anche se è da dire che l l'editore italiano, la Mondadori, ha deciso di suddividere i romanzi originali di Martin in diverse parti, generando inevitabilmente dei libri parziali (scelta molto discutibile, in effetti).

Ad ogni modo, sta di fatto che in questo libro George Martin si concentra su alcuni dei suoi personaggi principali, e sarebbe a dire Brienne di Tarth, Sansa Stark, Cersei Lannister, Jaime Lannister, Samwell Tarly.

Dunque quelli rimasti ad Approdo del Re, la capitale del regno, con l'intenzione di dedicare agli altri ( Daenerys Targaryen, Tyrion Lannister, Jon Snow, Stannis Baratheon, etc) il prossimo volume.

Come ho sottolineato nelle recensioni degli ultimi libri de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ho avuto la sensazione che essi fossero meno brillanti e trascinanti dei loro predecessori, forse per via di una trama meno interessante, oppure perchè molti dei personaggi principali, tra cui anche svariati punti di vista, sono stati spazzati via, essendo stati sostituiti da personaggi al contrario meno interessanti.

Ma rimane il fatto che Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono uno dei cicli che ho letto con più piacere in assoluto, e che raramente uno scrittore mi ha catturato così come ha fatto George Martin (tra i pochi altri ricordo Isaac Asimov, Orson Scott Card, Michael Ende, J.K. Rowling).

Insomma, da parte mia non posso che consigliarvi Le cronache del ghiaccio e del fuoco e George Martin...



Fonte della recensione del romanzo L'ombra della profezia di George Martin

giovedì 7 aprile 2011

Tito di Gormenghast: sorprendente romanzo di Mervyn Peake!

Recensione del romanzo di Mervyn Peake Tito di Gormenghast



Tito di Gormenghast è il primo dei tre libri scritti da Mervyn Peake e dedicati per l'appunto al ciclo di Gormenghast; gli altri due sono Gormenghast e Via da Gormenghast.

Si tratta di un autore e di un libro inseriti sovente nella categoria del fantasy, oppure della letteratura per ragazzi, ma che di fatto non sono nessuna delle due cose.

Di fantasy non c'è difatti nulla, di fantastico neppure... per quanto per tutte le cinquecento pagine del libro aleggi un'atmosfera surreale, un po' per lo scenario molto ristretto (tutto si svolge nel castello di Gormenghast e nei suoi dintorni), un po' per i personaggi bizzarri, tanto caricaturati quanto bene caratterizzati.

Per questa atmosfera surreale alcuni accostano Peake al genere gotico, ma a conti fatti Tito di Gormenghast ha più il passo della commedia.

E della commedia brillante, devo dire, soprattutto per via di un lessico incredibilmente ricco e composito, oltre che assai originale (leggere i dialoghi di alcuni personaggi è uno spettacolo).

Tra le altre cose, Tito di Gormenghast non ha una trama vera e propria, non ha un'introduzione o una conclusione, ma si limita ad accompagnare i suoi protagonisti (Ferraguzzo, il dottor Floristrazio, Fucsia, il conte Sepulcrio, mamma Stoppa, Sugna, Lisca, etc) per un tratto di strada, come se ci si trovasse lì per caso e si assistesse a uno spettacolo naturale.

In tal senso, il libro sembra più un dipinto, un'istantanea di un certo panorama... e forse non è un caso che Mervyn Peake fosse anche pittore e illustratore.

In definitiva, Tito di Gormenghast mi è proprio piaciuto, e lo consglio senza dubbio agli amanti delle atmosfere surreali e della prosa molto barocca e ricca.



Fonte della recensione del romanzo di Mervy Peake Tito di Gormenghast

lunedì 4 aprile 2011

Watchmen: un buon cinecomics?

Recensione del film fantastico Watchmen



Watchmen è il secondo film che vedo del regista Zack Snyder, dopo Il regno di Ga’ Hoole - La leggenda dei guardiani, peraltro recensito pochi giorni fa.

Occorre dire come si tratti di due film molto diversi tra di loro: il primo è un film recitato, di fantascienza, piuttosto cupo e drammatico, mentre il secondo è un film d'animazione, di genere fantasy e sul classico lieto fine.

Un elemento in comune c'è, comunque: ossia un certo senso della spettacolarità.

Watchmen è tratto da un noto fumetto statunitense, in cui negli Stati Uniti di qualche decennio fa persone normali e supereroi convivono... peraltro immersi in un clima di perenne Guerra Fredda e con Nixon al suo quinto mandato consecutivo.

Qualcosa però non convince... specialmente il supereroe o Walter Kovacs/Rorschach, che vede nell'assassinio di Edward Blake/ il Comico un campanello d'allarme, e va dunque ad mettere in guardia i suoi colleghi Jon Osterman/dottor Manhattan, Laurie Juspeczyk/Spettro di Seta, Daniel Dreiberg/Gufo Notturno.

Nonostante quello che potrebbe sembrare (supereroi da fumetto e regista tendente allo spettacolarismo), Watchmen non è solo azione, e anzi offre dei personaggi piuttosto realistici e umani, calati in un clima piuttosto cupo e oscuro (in tal senso mi ha ricordato un poco l'atrlo cinecomics Sin City).

Con Watchmen dunque Zack Snyder si conferma come un regista giovane e dinamico, buon mix tra azione e riflessione.



Fonte della recensione del film Watchmen

martedì 29 marzo 2011

Il dominio della regina: l'ottavo romanzo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin!

Recensione del romanzo fantasy di George Martin Il dominio della regina



Il dominio della regina è l'ottavo romanzo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, saga epica-fantasy di George Martin.

Anche se è l'ottavo per modo di dire, visto che l'editore italiano ha scelto di suddividere i romanzi originali in diversi libri, che dunque presentano narrazioni interrotte all'improvviso o comincianti "in medias res".

Ma torniamo a Il dominio della regina, facendo il punto della trama: nonostante la morte del giovane re Jeoffrey e del reggente suo nonno Tywin Lannister, per i leoni di Lannister le cose sembrano mettersi bene, soprattutto grazie alle alleanze con le case di Alto Giardino e Dorne.

I pretendenti al Trono di spade peraltro sono morti (Renly Baratheon, Robb Stark, Balon Greyjoy) oppure troppo lontani per costituire un pericolo (Stannis Baratheon, Daenerys Targaryen).

Purtuttavia, le alleanze mutano rapidamente, e non è tutto rose e fiori per Cersei Lannister e famiglia.

In questi ultimi due libri, peraltro, George Martin ha introdotto nuovi personaggi principali e nuove ambientazioni, forse anche per sopperire alle carenze delle stesse dovute a morti di altri personaggi (con Martin nessun personaggio può ritenersi al sicuro, neanche i "buoni"), ma la mia impressione è che i cambi non abbiano giovato a questo nuovo episodio delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, e difatti Il dominio della regina è il romanzo della serie che mi è piaciuto di meno.

Ma forse ciò dipende anche dalla bizzarra suddivisione decisa dalla Mondadori, che spezzetta forzatamente la lettura di quelli che altrimenti sarebbero stati un romanzo unico.

Ad ogni modo, George Martin è in ogni caso un o scrittore di livello, come di livello sono le sue Cronache del ghiaccio e del fuoco, che terminerò, almeno per quanto riguarda i libri pubblicati in Italia, con il nono della serie, ossia L’ombra della profezia.



Recensione del romanzo fantasy di George Martin Il dominio della regina


lunedì 28 marzo 2011

Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani: un buon film fantasy d'animazione!

Recensione del film fantasy di animazione Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani



Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani è il film d'animazione diretto nel 2010 da Zack Snyder (regista di 300 e di Watchmen) basato sui romanzi per l'adolescenza di Kathryn Lasky.

Si tratta di un fantasy ambientato in un mondo non precisato, in cui gli animali sono intelligenti e parlanti...

... soprattutto i guri, i protagonisti centrali della storia insieme ai loro parenti stretti barbagianni, civette, etc.

In tale mondo ancora si sentono leggende sui mitici gufi di Ga' Hoole, gli antichi guardiani contrapposti ai gufi cattivi dell'Abbazia di Sant'Egolio, ma non tutti vi credono ancora.

Ci crede ciecamente Soren, un giovane gufo sognatore, mentre suo fratello Kludd è ben più cinico.

Un giorno, tuttavia, a causa di una disavventura i due toccheranno con mano (o meglio, con ala) la leggenda...

Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani è probabilmente un altro tentativo di portare al cinema qualche saga fantasy giovanile sull'esempio di Harry Potter, tentativo già perpetrato, ma con scarso successo, da svariati film, tra cui Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo.

Dal punto di vista tecnico, Il regno di Ga' Hoole fa il suo dovere, con un'animazione curata tanto nelle numerose scene d'azione quanto negli altrettanto numerosi panorami, alcuni molto suggestivi.

Sfortunatamente, trama e personaggi sono piuttosto stereotipati, con la classica lotta buoni contro cattivi, il traditore di turno, ovviamente i buoni che vincono contro tutti i pronostici, etc.

Anche i dialoghi sono sostanzialmente scontati, e peraltro la spettacolarità del tutto cozza un po' contro l'immaginario comune che non vuole certo i gufi come gli animali più eroici e dinamici della natura.

Contando ciò, forse non è una coincidenza che i Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani non abbia avuto successo negli Usa, e che in molti altri paesi, tra cui l'Italia, sia passato sostanzialmente sotto silenzio.

Di mio, rimanendo in ambito animazione occidentale, ho preferito i vari I figli della pioggia, Azur e Asmar, Happy feet, Coraline e la porta magica.



Recensione del film d'animazione Il regno di Ga' Hoole - La leggenda dei guardiani


martedì 15 marzo 2011

Il portale delle tenebre: il settimo libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin!

Recensione del libro di George Martin Il portale delle tenebre



Il portalte delle tenebre è il settimo romanzo de Le cronache del ghiaccio e delfuoco, grandioso affresco epico-fantastico di George Martin.

Questo sesto capitolo (ma occorre ricordare che l'editore italiano, la Mondadori, ha deciso di suddividere i libri originali in due o tre parti) ha seguito Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi, La regina dei draghi e Tempesta di spade e I fiumi di guerra.

Il fatto che sia arrivato al settimo ovviamente riferisce il mio gradimento dell'opera, un mix eccezionale di guerra, diplomazione, passione, tradimenti, amicizia, sangue e magia.

Ecco in breve a che punto sta la trama: dopo che due dei rivali sono morti (Renly Baratheon e Robb Stark), per re Jeoffrey e la casa Lannister di Castel Granito le cose sembrano mettersi bene, a maggior ragione per via delle alleanze con Bolton, Frey e Tyrell.

Tuttavia, c'è sempre qualcosa che non va, sia tra le mura amiche sia all'esterno...

Una delle caratteristiche precipue di George Martin è l'avere molti protagonisti e molti punti di vista principali, peraltro tanto differenti tra di loro nello stile narrativo che a tratti pare di leggere storie diverse.

La caratterizzazione dei personaggi è inoltre talmente buona che la contrapposizione iniziale tra buoni e cattivi sfuma ben presto, col lettore che finisce per simpatizzare per personaggi di diversi schieramenti, fatto forse inevitabile dal momento che segue i punti di vista di Arya Stark, John Snow, Sansa Stark, Daenerys Targaryen, Bran Stark, Stannis Baratheon, etc.

Anzi, ogni qualvolta muore qualcuno (e con Martin capita spesso), si prova dispiacere, per quanto il personaggio era ben caratterizzato e interessante.

Insomma, Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George G. Martin sono un ciclo narrativo imperdibile, soprattutto per gli amanti della letteratura epica e fantastica.




Recensione del romanzo di George Martin Il portale delle tenebre

martedì 8 marzo 2011

Il volo del drago: il romanzo di Anne McCaffrey, vincitrice di numerosi premi letterari!

Recensione del romanzo di fantascienza Il volo del drago di Anne McCaffrey



Il volo del drago è il romanzo di apertura del Ciclo dei Dragonieri di Pern, che tanta fortuna ha portato ad Anne McCaffrey, permettendole peraltro di essere la prima donna a vincere sia il premio Hugo che il premio Nebula, i due più importanti riconoscimenti in ambito fantascienza.

Il volo del drago, difatti, è decisamente più fantascienza che non fantasy: nonostante la presenza di creature come i draghi, certamente più tipiche della tradizione letteraria fantasy-fiabesca, il libro di fatto si concentra su tematiche prettamente fantascientifiche, come altri pianeti, i viaggi nel tempo, razze aliene, etc.

Anche se poi non manca la componente umano-sociale, anzi molto forte.

Ecco in breve la trama de Il volo del drago: il pianeta Pern fa parte di un sistema stellare attraversato periodicamente da un corpo celeste che, una volta giunto nelle vicinanze di Pern, lascia cadere una strana forma di vita, i Fili, che distrugge la vita laddove atterra, lasciando il vuoto deserto dietro di sé.

Il compito di annientare i Fili prima che arrivino al suolo è dei dragonieri con i loro draghi... anche se il lungo tempo dall'ultima discesa dei Fili fa sospettare molti che non giungeranno mai più...

Il volo del drago di Anne McCaffrey miu è piaciuto discretamente, anche se non tanto quanto avrei sperato da un classico della letteratura fantastica.

Ma forse il gradimento è stato offuscato dalla contemporanea lettura di George Martin e delle sue Cronache del ghiaccio e del fuoco...



Fonte della recensione del romanzo Il volo del drago di Anne McCaffrey


martedì 1 marzo 2011

I fiumi della guerra: il sesto romanzo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin!

I fiumi della guerra - George Martin

Recensione del romanzo di George Martin I fiumi della guerra



I fiumi della guerra è il sesto romanzo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, dopo Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi, La regina dei draghi e Tempesta di spade.

Mi mancano dunque altri tre libri e poi avrò terminato quanto finora tradotto in italiano...

In questo libro la guerra per il trono di spade dei Sette Regni sembra pendere in modo deciso verso il lato dei Lannister, laddove invece gli Stark paiono sempre più in difficoltà: tra Robb, Sansa e Arya, infatti, nessuno è al sicuro, e lo stesso mezzo Stark Jon Snow ha la sua difficile guerra da combattere.

In questo sesto libro (che poi non è il sesto, visto che la Mondadori ha suddiviso ogni romanzo originale in due o tre parti) George Martin alterna come suo solito azione e diplomazia, e anzi quest'ultima è persino prevalente, con gli intrighi di palazzo che la fanno da padrone.

Tra l'altro, Martin è strepitoso nelle varie caratterizzazioni dei numerosi personaggi, nonchè nello stile dei rispettivi punti di vista, tanto che, curiosamente, si finisce per simpatizzare anche per i "cattivi" (come Tyrion il Folletto o Jaime Lannister).

In definitiva, I fiumi di guerra sono l'ennessimo ottimo episodio delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, scrittore che vi consiglio senz'altro.


Fonte della recensione del romanzo I fiumi della guerra di George Martin


martedì 22 febbraio 2011

Abarat, di Clive Barker: un buon libro fantasy?

Recensione del romanzo Abarat di Clive Barker



Abarat è il libro inaugurale del ciclo che porta proprio il suo nome, inaugurato da Clive Burker nel 2002.

Si tratta di un romanzo di genere fantastico, e precisamente di un fantasy dall'aria un po' gotica.

Non a caso, Clive Burker è anche un regista e sceneggiatore di film horror (ad esempio Candyman, Hellraiser), impronta che traspare con chiarezza anche in Abarat.

Abarat parte dal nostro mondo, per finire ben presto però in un mondo ben più bizzarro, Abarat appunto, composto da una serie di isole circondate dal Mar d'Izabella e ognuna avente determinate peculiarità.

La protagonista della storia è Candy Quackenbush, una ragazzina che nel nostro mondo (che ad Abarat chiamano Altromondo) è una giovane un po' disadattata e decisamente poco felice, e che invece si troverà a suo agio nella sua avventura, benchè pericolosa.

Pericolosa, ma soprattutto fantasiosa e vivace, posto che spunti e personaggi bislacchi non mancano di certo.

In effetti, il principale pregio del romanzo è proprio tale visionarietà di fondo, notevole specialmente a livello di impatto visivo.

Abarat risulta invece un po' carente nei dialoghi e nella caratterizzazione dei personaggi, ambo le cose spesso banali e piatte.

Globalmente parlando, Abarat di Clive Barker è un romanzo che si merita la sufficienza, anche se i suoi difetti gli impediscono una valutazione più alta.


Fonte della recensione di Abarat di Clive Barker


venerdì 18 febbraio 2011

I guardiani della notte: ti è piaciuto il primo film russo fantastico?

Recensione del film I guardiani della notte



I guardiani della notte è il film tratto dall'omonimo romanzo di Sergej Luk'janenko, clamoroso successo editoriale in Russia e in buona parte del mondo (il cui seguito, tanto il libro quanto il film, si chiama I guardiani del giorno).

Mentre i libri hanno avuto un grande riscontro tra il pubblico, così non si può dire dei film, che al contrario hanno incassato pochino (in Italia, per esempio, I guardiani della notte ha fatto decisamente flop).

Ma andiamo a vedere subito la trama de I guardiani della notte: l'esistenza è suddivisa in due realtà: una è quella normale di tutti i giorni; l'altro, detta il crepuscolo, è visibile solamente ad alcune persone dotate di particolari poteri, suddivise in due gruppi ben distinti: le forze della luce (maghi buoni) e le forze delle tenebre (tra cui si annidano vampiri, lupi mannari, stregoni, etc).

I due schieramente si sono contrapposti fin dall'alba dei tempi in una guerra devastante, fino a che non hanno capito che lo scontro avrebbe portato alla reciproca distruzione, cosa che le ha spinte a firmare il patto, con cui si impegnavano a rispettare un equilibrio.

I guardiani della notte, composti dalle forze della luce, avrebbero vigilato durante la notte che le tenebre non olessero violare il patto, mentre i guardiani del giorno, composti dalle forze delle tenebre, avrebbero vigilato durante il dì che la luce non volesse a sua volta violare il patto.

La profezia narra che sarebbe giunto un uomo, l'eletto, che, in bilico tra di loro, avrebbe scelto una delle due fazioni, determinando le sorti della guerra...

La trama è promettente, e probabilmente apprezzerei il libro più di quanto non abbia apprezzato il film, che onestamente è riuscito solo in parte, anche per via di un progetto-budget abbastanza contenuto.

L'ambientazione di una Mosca molto cupa e dark non è particolarmente convincente, così come poco convincenti sono i personaggi, laddove i dialoghi sono ancora peggio, spesso scontati e scialbi.

Anche la morale di fondo, per cui "c'è un po' di luce nell'oscurità e un po' di oscurità nella luce" non è stata resa appieno, e peraltrosa molto di banale.

Insomma, I guardiani della notte è a mio avviso un film poco riuscito, che al massimo può essere guardato o dai fan del libro che lo ha ispirato o da coloro che vogliono vedere come i russi si cimentano nel cinema fantastico.



Fonte della recensione del film I guardiani della notte



martedì 15 febbraio 2011

Tempesta di spade: il quinto libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin!

Tempesta di spade - George Martin

Recensione del libro fantasy Tempesta di spade, di George Martin



Tempesta di spade è il quinto libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, straordinaria saga fantasy di George Martin, dopo Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi e La regina dei draghi.

Anche se, a dirla tutta, i libri italiani sono parti degli originali romanzi di Martin, visto che la Mondadori ha scelto di dividere i suoi testi in due o tre parti, col risultato (in Italia) di avere libri in qualche modo monchi.

Ma veniamo subito a Tempesta di spade.

Come per i suoi predecessori, l'ho divorato, nonostante un incipit stavolta meno entusiasmante.

La scena principale è ancora la battaglia per il trono di spade, col romanzo che si muove tra battaglie e macchinazioni diplomatiche, mescendo in modo sapiente passione e onore, tristezza e lutto.

In tal senso, Tempesta di spade si rivela vivace, colorito e passionale come i suoi predecessori, con George Martin che si conferma scrittore di razza, capace di caratterizzare benissimo i suoi personaggi (e sono moltissimi), e di rendere reali le scene in cala il suo lettore.

Il mio consiglio è dunque quello di prendervi assolutamente tutte le Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin (specie se amate la letteratura fantastica-epica-passionale): ne rimarrete entusiasti.



Fonte della recensione del libro di George Martin Tempesta di spade

martedì 25 gennaio 2011

La regina dei draghi - George Martin: il quarto libro de Le cronache del ghiaccio e del fuoco!

Dopo Il trono di spade, Il grande inverno e Il regno dei lupi, sarebbe per forza toccato anche a La regina dei draghi, il quarto romanzo de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin.

Quarto si fa per dire, visto che la Mondadori ha deciso di dividere in due i libri originari di Martin... in realtà, dunque, questa è la seconda parte del secondo libro.

Ad ogni modo, anche in Italia George Martin ha conquistato schiere di lettori, e non certo per puro caso, visto che Le cronache del ghiaccio e del fuoco si rivelano libro dopo libro un affresco grandioso e coinvolgente.

Ma ecco dove eravamo rimasti: la battaglia per il trono di spade continua, con i Lannister in difficoltà, un po' per scarsa coesione interna (si veda la rivalità tra Cersei e Tyrion), un po' per l'abbondanza di nemici esterni: Robb Stark, Renly Baratheon, Stannis Baratheon, senza contare anche Daenerys Targaryen, che continua a progettare il suo "ritorno a casa".

Lo schema narrativo utilizzato da George Martin è sempre il medesimo: molti punti di vista differenti, molti personaggi, tanto principali quanto secondari, un intreccio da far invidia a una soap opera, e una straordinaria caratterizzazione tanto dei personaggi quanto dei luoghi.

Il libro l'ho divorato in pochi giorni, non a caso, pur non essendo breve.

Insomma, La regina dei draghi mi è piaciuto come i suoi predecessori, e raramente uno scrittore mi ha coinvolto a tal punto (mi vengono in mente solo Orson Scott Card, Michael Ende, la Rowling).

Insomma, il mio consiglio è quello di andare a comprarvi di corsa Le cronache del ghiaccio e del fuoco.


Fonte: http://libriromanzi.blogspot.com/2011/01/la-regina-dei-draghi-le-cronache-del.html

mercoledì 19 gennaio 2011

Racconti incantati: ottimo film-commedia della Disney!

In passate recensioni ho già evidenziato il fatto che non sono un grande amante dei film per famiglie in stile DIsney, e non solo perchè la Disney ogni tanto patteggia cifre enormi per evitare processi altrettanto enormi per satanismo e corruzione di minori, ma, molto smeplicemente, perchè ritengo molti di quei film noiosi e banali.

Racconti incantati è stata in questo senso una sorpresa piacevole.

Protagonista del film è Adam Sandler (che ho già recensito nel divertente Zohan), afficantato da Courtney Fox (la Monica di Friends) e da Richard Griffiths (lo zio Vernon di Harry Potter).

Ecco in breve la trama del film: Skeeter Bronson fa il tuttofare in un grande albergo, che peraltro anni prima apparteneva al padre, costretto però a cederlo per evitare il fallimento.

Tuttavia, il suo talento come albergatore è sprecato con le sue attuali mansioni, e difatti egli sogna mansioni più prestigiose. Per il momento, però, deve accontentarsi di fare da babysitter ai figli della sorella, fuori stato per colloqui di lavoro.

E proprio il rapporto con i suddetti bambini sarà determinante per le sue ambizioni, sotto forma di bizzarri racconti della buonanotte...

Racconti incantati è un mix tra commedia e film fantastico-surreale, anche se la prima componente è decisamente prioritaria.

La vocazione da film per famiglie è evidente, tuttavia non si tratta di un film qualsiasi, come testimonia peraltro il buon successo nei cinema Usa (in Italia invece è praticamente passato sotto silenzio); non certo per la trama, visto che alla fine della fiera trama e personaggi sono piuttosto prevedibili e stereotipati, ma per uno stile di fondo leggero, positivo e brillante.

Le varianti sul tema (fantascienza, fantasy, antica Roma, etc) lo impreziosiscoo ulteriormente.

Insomma, Racconti incantati è un buon film di intrattenimento.


Fonte:http://foscodelnero.blogspot.com/2011/01/racconti-incantati-adam-shankman-film.html