mercoledì 20 ottobre 2010

Costellazioni familiari ad approccio immaginale: di cosa si tratta?

L'articolo odierno non è dedicato (una volta tanto!) alla legge di attrazione o a un testo di crescita personale in stile pnl, bensì a una disciplina ancora poco nota: le costellazioni familiari ad approccio immaginale.

In particolare, vi segnalo il corso tenuto da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi (Selene Calloni Williams è stata la prima terapeuta ad affiancare l'approccio immaginale al coaching delle costellazioni familiari).

L'approccio delle costellazioni familiari trova la sua origine nei lavori di alcuni ricercatori della scuola di Palo Alto, come Paul Watzslawick, Gregory Bateson, Don Jackson e Janet Helmick Beavin, i quali concepivano la famiglia come un sistema complesso avente caratteristiche e regole particolari, una vera e propria sua intelligenza.

Su tale struttura si è poi installato lo studio di Anne Ancelin Schützenberger (La sindrome degli antenati), con la relativa psicogenealogia o psicologia transgenerazionale, che prende in esame i legami tra le persone viventi e i loro antenati, tra i quali vi sarebbe un legame che porterebbe i primi a rivivere di continuo quello che è chiamato "mito transgenerazionale".

In pratica, ognuno di noi sarebbe portato a perpeturare dei ruoli, pensieri ed emozioni, dei propri avi, con le generazioni che si influenzerebbero a vicenda nel corso del tempo.

Nelle costellazioni familiari ad approccio immaginale, per risolvere tale legame, si utilizzano diversi trumenti, come il genogramma o lo psicodramma.

L'approccio immaginale, a sua volta, deriva dagli studi di Jung e di Hillmann, e considera la realtà come un riflesso della psiche; in tale ottica, dunque, saremmo noi a produrre la nostra realtà, piuttosto che essere vittime di essa, elemento peraltro che si trova in molte correnti filosofiche ed esistenzialistiche.

Il metodo simboloimmaginale si propone per l'appunto di trovare le forze per interagire in positivo con la realtà esterna, per portare a un'effetiva crescita personale, depotenziando le proprie paure.



Fonte: http://pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com/2010/10/costellazioni-familiari-e-approccio.html

Scontro tra titani: un buon film fantasy-epico?

Era da diverso tempo che non mi dedicavo a un film fantasy, posto che gli ultimi recensiti, i vari Videodrome, I guardiani del giorno, Il mondo dei replicanti, District 9, pur essendo film di genere fantastico, non fanno comunque parte della sottocategoria del fantasy.

Il candidato chiamato in causa per colmare tale lacuna è stato Scontro tra titani, film di questo stesso anno, ma rifacimento di un film del 1981.

Ambo i film, 2010 e 1981, si ispirano alla mitologia greca, tuttavia mettendoci del loro e miscelando eventi e personaggi in modo piuttosto libero.

Peraltro, il titolo non è molto esaustivo del film, posto che i citati titani non si vedono affatto, e si citano appena nell'introduzione del film.

Ma andiamo al sodo: Scontro tra titani punta molto su azione ed effetti speciali, trascurando al contrario altri fattori, come vedremo.

La trama, in sintesi, è la seguente: Perseo è un mezzo Dio, avuto illegittimamente da Zeus con la regina Danae, inconsapevole del tradimento ai danni di suo marito, il re Acrisio, visto che Zeus si era trasformato proprio in esso. Tradimento involontario, ma bastevole per decretarne la morte, lei e il figlio.

Perseo, tuttavia, grazie probabilmente alla sua forza di mezzo Dio, riesce a sopravvivere, e viene cresciuto dalla una famiglia umanache lo ha trovato casualmente... famiglia che circa vent'anni dopo sarà sterminata da Ade, fratello ribelledi Zeus.

Il momento, peraltro, è delicato, visto che Dei e uomini stanno venendo alle mani, con Perseo che si schiererà dal lato umano, con le vicende che prendono dunque il via.

Il film si presenta da subito come colossal: tra scenografia, costumi ed effetti speciali si nota da subito l'ambizione dei produttori...

... parzialmente disilllusa, tuttavia, a causa di alcune lacune.

Intanto, l'azione è troppa, mentre i dialoghi sono piuttosto sciatti e la trama è tutto sommato prevedibile.

Ancora, non vi è un cast di altissimo livello, e il solo Ralph Fiennes sembra salvarsi.

Molti spunti, inoltre, non convincono, sembrando palesemente forzati.

Infine, il film si prende troppo sul serio: non vi è l'ombra di senso dell'umorismo o di leggerezza, cosa che, in assenza di contenuti importanti, un po' annoia lo spettatore.

Spettatore che peraltro vede Perseo mettere in fila nell'arco di poco tempo un'impresa dietro l'altra... troppo persino per un film di genere fantastico sui titani (?) con un mezzo Dio come protagonista.

Insomma, il film avrebbe potuto essere un ottimo film con qualcosa in più, che tuttavia non c'è; rebus sic stantibus, rimane solo un film di mero intrattenimento, che nemmeno raggiunge la sufficienza.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/10/scontro-tra-titani-louis-leterrier-film.html