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giovedì 3 novembre 2011

Prestiti e mutui: come va la domanda in Italia??

Articolo sull'andamento della domanda di mutui e prestiti in Italia



Andiamo a vedere come vanno le domande di mutui e di prestiti in Italia.

Lo facciamo grazie ai dati messi a disposizione da EURISC, il sistema di informazioni creditizie del CRIF, la centrale rischi finanziari.

Il dato di settembre, e di tutto il 2011 in generale, è in realtà molto negativo: la domanda di mutui è crollata del 23% rispetto allo stesso mese del 2010, e quella dei prestiti del 10% (calo peggiore per i prestiti finalizzati rispetto ai prestiti personali).

Diminuisce anche l'importo medio dei mutui (da 139.600 a 136.900 euro) e dei prestiti (da 8.800 a 8.550 euro).

Un dato abbastanza chiaro sul momento di crisi economica e sul basso livello di fiducia delle famiglie italiane in una rapida ripresa.

Stiamo a vedere come si evolverà la situazione e se il barometro delle domande di mutui e prestiti porterà migliori notizie nei prossimi mesi...



Fonte dell'articolo sull'andamento della domanda di mutui e prestiti in Italia

mercoledì 26 ottobre 2011

Il sistema bancario e la crisi economica: c'è una relazione?

Articolo sulle banche e la crisi economica



Ormai tante persone, tra cui i moltissimi Indignados che stanno manifestando in tutto il mondo, sono certe che la presente crisi economica (che va avanti da ormai svariati anni) sia stata causata dalle banche e dal sistema bancario.

Le banche, dunque, sarebbero il nemico, e non certo degli enti che si meritano i salvataggi governativi... che poi vanno a pesare sul popolo a livello di tasse e debito pubblico.

Di tale legame tra banche e crisi erano convinti anche molti economisti, ci dice Armando Carcaterra, direttore generale di Anima Sgr, ai tempi del fallimento di Lehman Brothers, lasciata fallire in omaggio al principio per cui il capitalismo funziona solo se chi sbaglia paga... e dunque è lasciato fallire.

Gli effetti del suddetto fallimento tuttavia non portarono benefici per l'economia mondiale, anzi, tanto che alcuni si ricredettero sull'opportunità di far fallire banche e importanti società finanziarie. Le banche, in particolare, trascinano con sè tutta l'economia a differenza degli hedge fund, il cui fallimento è limitato al rispettivo campo di competenza.

Quindi, è vero che la crisi attuale è stata causata da comportamenti finanziari riprovevoli, ma è pure vero che, secondo Carcaterra, la strada migliore non è il fallimento delle banche, che egli paragona al sistema cardiovascolare del corpo umano. In questo senso, lasciare che il cuore si fermi non è certamente la cura migliore.

Similitudine interessante, che tuttavia non tiene conto che il sistema cardiovascolare del corpo umano lo nutre e lo sostiene, avendo la salute del corpo come primo obiettivo (unico, a dire il vero). Si può dire lo stesso delle banche nei confronti del popolo? Certamente no, visto che le banche curano solo i propri interessi, prova ne è il fatto che il famoso debito pubblico degli stati (di tutti gli stati!) è relativo proprio alle banche (che, ricordiamolo, sono enti privati, non pubblici, contrariamente a quello che credono molti), e che proprio alla creazione del denaro si deve lo stesso debito pubblico e gli interessi connessi ad esso. Quando il popolo-stato si riapproprierà della sovranità monetaria (e dai segnali mondiali forse non manca molto... come temono nelle alte sfere, che si premurano perfino di nasconderci eventi importanti come le rivoluzione islandese o l'occupazione di Wall Street che va avanti da mesi) allora molte cose cambieranno.



Fonte dell'articolo sulle banche e la crisi economica

mercoledì 12 ottobre 2011

Carte di credito: quanto sono usate in Italia?

Articolo sulle carte di credito in Italia



Andiamo a dare un'occhiata alla situazione delle carte di credito in Italia, indicatore peraltro utile sullo stato di salute dell'economia e sulla fiducia degli italiani nel superamento della crisi economica.

Nello scorso anno si è avuto un andamento altalenante, con un calo del numero di carte di credito, mentre al contrario è aumentato il numero di carte di debito. Diminuito anche il numero di carte rateali/opzione.

Cresciuto invece il numero di transazioni totali per le carte di credito, e anche l'importo medio delle stesse: se dunque sono meno gli utilizzatori, quelli rimasti stanno utilizzando la loro carta sempre di più e per importi maggiori, segno di acquisita fiducia nello strumento.

Crescono anche le carte prepagate, strumento finanziario assai apprezzato.

A far da traino le regione di Lombardia, Lazio e Sicilia, ossia tre delle regioni italiane più popolose.

Il trend golbale, tirando le somme, è abbastanza stabile, laddove un volano potrebbe essere il settore della telefonia, col quale gli italiani hanno molta confidenza e che potrebbe legarli al settore delle carte di credito.


Fonte dell'articolo sulle carte di credito in Italia

mercoledì 5 ottobre 2011

Debito pubblico: come risolvere il problema del debito pubblico nazionale?

Articolo su economia, finanza, crisi economica e debito pubblico delle nazioni



E' oramai noto il fatto che di recente Standard's & Poor ha declassato anche gli Usa, e questo per la prima volta nella loro storia.

Si tratta di un evento fino a pochi anni fa impensabile, che segue i recenti problemi finanziari di Portogallo, Irlanda, Grecia e della stessa Italia.

Tutto ciò prefigura scenari economici internazionali a dir poco incerti, con la stessa moneta unica a rischio esistenza.

Pare difatti sempre più improbabile che paesi in difficoltà finanziaria come la Grecia riescano a sanare il loro bilancio, data la pessima combinazione di debito pubblico altissimo, interessi sul debito ugualmente altissimi, prospettive di crescita del reddito basse o negative, e politiche fiscali rigide, che non fanno altro che peggiorare la situazione anzichè migliorarla, perchè deprimono ancora le prospettive di crescita.

Questo mentre il fondo di salvataggio europeo non convince affatto gli esperti, a cominciare dal fatto che entrerà in vigore nel 2013.

La sensazione è che uscire dalla crisi economica sarà difficile, specie a livello di singolo governo-paese, laddove servono invece interventi coordinati a livello comunitario.

Curioso peraltro come sottolineare come praticamente tutti gli stati abbiano un pesante debito pubblico, chi più chi meno, e non tra di loro, fatto che inevitabilmente renderebbe perlomeno alcuni di loro creditori, ma lo abbiano con le banche, che contrariamente a quello che pensa la gente comune non sono enti statali, ma privati...



Fonte dell'articolo su economia, finanza, crisi economica e debito pubblico delle nazioni

martedì 20 settembre 2011

Crisi economica e possibili sviluppi...

Articolo su finanza ed economia



Da poco avevo postato un articolo su una delle videochat di Anima Sgr sull'argomento Economia, finanza e investimenti. Argomento decisamente sentito, specialmente in questo periodo di crisi economica.

A tale articolo segue quello odierno sull'attuale crisi economica e sui possibili sviluppi.

Sviluppi che, data l'attuale incertezza nei mercati, non può prescindere dall'incertezza a livello politico, come prova anche il presente momento dell'Italia, che peraltro si trova al centro del problema euro e che costituirà certamente un banco di prova per i progetti paneuropei.

In tutto questo, la crescente avversione al rischio dei risparmiatori, spesso alle prese, in campo finanziario, con l'emotività del momento tipica dei non professionisti.

In questo senso, se da un lato i consigli possono essere quelli dei piani di accumulo, di determinati strumenti finanziari o di una forte diversificazione, dall'altro lato il suggerimento principe è quello di affidarsi a degli esperti, senza avventurarsi nel fai da te.

In generale comunque, riprendere fiducia sarà necessario per abbassare il tasso di interesse, e colmare così lo spread differenziale con i titoli tedeschi, al momento decisamente più alto di quanto dovrebbe.

Fiducia in senso macro, e progetti chiaro in senso micro, stabilendo a monte il proprio orizzonte temporale e la propria propensione al rischio.



Fonte dell'articolo su finanza ed economia

mercoledì 27 luglio 2011

Mutui: li fanno solo i giovani?

Articolo sui mutui per giovani e per anziani



Da una recente statistica è emerso, a sorpresa, che una discreta degli italiani che accendono dei mutui sono over 60: parliamo di 15.000 persone e del 3% del dato statistico.

Il 41% di coloro che hanno acceso un mutuo lo ha fatto per l'acquisto della prima casa, con un importo medio di 180.000 euro e una copertura media dell'immobile del 45%.

Al contrario, il 56% dei mutuatari ha optato per un tasso fisso, riuscendo a estinguere il mutuo in soli 12 anni di media.

Questo trend è dovuto certamente all'aumento dell'aspettativa di vita, in virtù della quale anche gli anziani hanno la possibilità e il tempo di aprire dei mutui per una nuova casa.

Andando sul versante giovani, invece (parliamo dunque degli under 35), occorre dire che, a causa del difficile momento di economia e occupazione, è sempre più difficile arrivare all'indipendenza economica e residenziale, anche perchè le banche non concedono mutui a chi non ha un posto fisso e una certa stabilità economica.

Siamo dunque piuttosto indietro rispetto ai coetanei europei...



Fonte dell'articolo sui mutui per giovani e per anziani

mercoledì 6 luglio 2011

Grecia: quali ripercussioni sull'economia europea e mondiale?

Articolo sulla Grecia e la crisi economica



Sfortunatamente, ultimamente la crisi della Grecia è salita agli onori della cronaca, un po' per le difficoltà economiche, un po' per i disordini civili che ne sono scaturiti.

Noi ovviamente rimaniamo sul fattore prettamente economico, chiedendoci, come si sono chiesti molti, se è possibile che un paese così piccolo possa determinare grandei sconvolgimenti nell'economia europea e mondiale o se, al contrario, si sta sopravvalutando la portata dell'evento.

Difatti, la Grecia pesa sul PIL (ossia sul prodotto interno lordo) europeo appena per il 2,5%...

Gli eventi sono cominciati a fine 2009, quando il governo grego ammise che il suo disavanzo di bilanzio era di diverse volte superiore a quello dichiarato, fatto che ha generato un'ondata speculativa nonchè una perdita di credibilità della moneta unica.

A quel punto le possibilità per l'Europa erano tre:

- aiutare la Grecia con risorse proprie,

- gestire il default della Grecia in modo possibilmente ordinato, concordando con i creditori una diminuzione del valore dei titoli,

- espellere la Grecia dell'Europa Unita e lasciarla al suo destino.

Si è scelta dapprincipio la prima ipotesi, ma senza esiti apprezzabili.

Ci si è così orientati più di recente sulla seconda... con la terza che rimane come extrema ratio. In questo caso, si avrebbe una clamorosa fuga di capitali, il fallimento delle banche greche, nonchè la possibilità di "contagio" degli altri paesi minori dell'Europa, oltre che un effetto anche su quelli maggiori.

In uno scenario di questo tipo, i capitali fuggirebbero dai paesi deboli versi i mercati rifugio (Usa, Svizzera, Germania, Giappone).



Fonte dell'articolo sulla Grecia e la crisi economica

lunedì 30 maggio 2011

Mutuo: il primo passo nell'acquisto di casa...

Articolo sull'importanza della scelta del mutuo



Nei periodi di crisi economica, come quello che stiamo passando, ad avere problemi di soldi sono soprattutto i giovani.

Per moltissimi di loro, infatti, è una vera e propria imprsa titanica metter su casa.

Se per molti è difficile persino trovare lavoro, anche per coloro che lo hanno è complicato ottenere un mutuo per l'acquisto di un'abitazione, e sovente senza l'aiuto dei genitori non ci si riesce.

Coloro che ce la fanno ad accendere un mutuo, peraltro, spesso hanno problemi con le rate e arrivano a fine mese veramente alle strette.

Dando per scontato che il mutuo è la spesa di maggior rilevanza nel metter su casa e famiglia, ne deriva l'importanza di scegliere il mutuo giusto, magari cercando un mutuo online, notoriamente più facile e conveniente.

In questo senso l'apporto di internet per la ricerca dei mutui online diventa fondamentale, trattandosi di una spesa così importante, che molto spesso è anche il principale investimento di una persona.



Fonte dell'articolo sull'importanza della scelta del mutuo

mercoledì 25 maggio 2011

Petrolio: fin quando aumenterà il prezzo???

Articolo di economia sul prezzo del petrolio



Di recente il prezzo del petrolio è arrivato alle stelle, ben 120 dollari al barile, questo a causa delle turbolenze internazionali in Nord Africa e in Medio Oriente.

La domanda che si fanno tutti è: il prezzo del petrolio continuerà a salire??

Prova a rispondere alla vexata quaestio Gianluca Ferretti, l'esperto di Anima Sgr, per quanto la risposta non sia facile viste le incognite geopolitiche che chiaramente nessuno sa quando e come si risolveranno.

Occorre anche dire che la debolezza del dollaro, valua con la quale per tradizione si scambiano le materie prime, aiuta a tenere il prezzo alto.

L'abbinamento dollaro debole e materie prime forti peraltro fa il gioco degli speculatori e dei paesi produttori di petrolio, con le previsioni della Banca Mondiale che in tal senso non sono entusiasmanti.

Difatti, nei prossimi si prevede un aumento del consumo del petrolio a causa dell'occidentalizzazione dello stile di vita di due paesi popolosi come Cina e India (a questo ritmo entro il 2025 la Cina dovrebbe triplicare il suo consumo di petrolio!).

Si spera dunque che nel prossimo futuro le fonti di energia più naturali e sostenibili vadano a diminuire quel terzo del fabbisogno modniale che attualmente copre il petrolio... in caso contrario, il suo costo aumenterà a dismisura...



Fonte dell'articolo di economia sul prezzo del petrolio

giovedì 3 febbraio 2011

Mutui e prestiti: come è andato il 2010 in Italia?

Col presente articolo andiamo ad analizzare la situazione del mercato dei mutui e dei prestiti in Italia, in riferimento ai dati sul 2010 messi a nostra disposizione dal Crif, la Centrale Rischi Finanziari.

Tali dati denotano qualche segnale di ripresa, considerato il lieve aumento della domanda di mutui (1% in più rispetto al 2009), cui però fa da contraltare una lieve contrazione della domanda di prestiti (meno 3% rispetto all'anno precedente).

In sintesi: la ripresa è ancora molto timida, e ancora tra le famiglie italiane serpeggia una certa prudenza. Evidentemente la crisi non è ancora superata del tutto: la domanda di finanziamenti è difatti uno strumento eccellente per valutare lo stato di salute dell'economia di un paese e le aspettative dei suoi abitanti.

In negativo abbiamo dunque la posticipazione della sospirata ripresa economica, ma in positivo un certo grado di responsabilità delle famiglie italiane, che evidentemente hanno imparato quando è il caso di contrarre i consumi non accedendo a prestiti e debiti.

E forse non è un caso che l'Italia è all'ultimo posto in Europa per esposizione al debito: 65% rispetto al reddito disponibile contro il 97% dell'area euro e contro il 155% del Regno Unito.

Tirando le fila del discorso, gli addetti ai lavori si attendono un altro anno interlocutorio...


Fonte: http://assicurazionimutuiprestiti.blogspot.com/2011/02/mutui-e-prestiti-in-italia-come-e.html