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giovedì 3 novembre 2011

Prestiti e mutui: come va la domanda in Italia??

Articolo sull'andamento della domanda di mutui e prestiti in Italia



Andiamo a vedere come vanno le domande di mutui e di prestiti in Italia.

Lo facciamo grazie ai dati messi a disposizione da EURISC, il sistema di informazioni creditizie del CRIF, la centrale rischi finanziari.

Il dato di settembre, e di tutto il 2011 in generale, è in realtà molto negativo: la domanda di mutui è crollata del 23% rispetto allo stesso mese del 2010, e quella dei prestiti del 10% (calo peggiore per i prestiti finalizzati rispetto ai prestiti personali).

Diminuisce anche l'importo medio dei mutui (da 139.600 a 136.900 euro) e dei prestiti (da 8.800 a 8.550 euro).

Un dato abbastanza chiaro sul momento di crisi economica e sul basso livello di fiducia delle famiglie italiane in una rapida ripresa.

Stiamo a vedere come si evolverà la situazione e se il barometro delle domande di mutui e prestiti porterà migliori notizie nei prossimi mesi...



Fonte dell'articolo sull'andamento della domanda di mutui e prestiti in Italia

mercoledì 12 ottobre 2011

Carte di credito: quanto sono usate in Italia?

Articolo sulle carte di credito in Italia



Andiamo a dare un'occhiata alla situazione delle carte di credito in Italia, indicatore peraltro utile sullo stato di salute dell'economia e sulla fiducia degli italiani nel superamento della crisi economica.

Nello scorso anno si è avuto un andamento altalenante, con un calo del numero di carte di credito, mentre al contrario è aumentato il numero di carte di debito. Diminuito anche il numero di carte rateali/opzione.

Cresciuto invece il numero di transazioni totali per le carte di credito, e anche l'importo medio delle stesse: se dunque sono meno gli utilizzatori, quelli rimasti stanno utilizzando la loro carta sempre di più e per importi maggiori, segno di acquisita fiducia nello strumento.

Crescono anche le carte prepagate, strumento finanziario assai apprezzato.

A far da traino le regione di Lombardia, Lazio e Sicilia, ossia tre delle regioni italiane più popolose.

Il trend golbale, tirando le somme, è abbastanza stabile, laddove un volano potrebbe essere il settore della telefonia, col quale gli italiani hanno molta confidenza e che potrebbe legarli al settore delle carte di credito.


Fonte dell'articolo sulle carte di credito in Italia

mercoledì 5 ottobre 2011

Debito pubblico: come risolvere il problema del debito pubblico nazionale?

Articolo su economia, finanza, crisi economica e debito pubblico delle nazioni



E' oramai noto il fatto che di recente Standard's & Poor ha declassato anche gli Usa, e questo per la prima volta nella loro storia.

Si tratta di un evento fino a pochi anni fa impensabile, che segue i recenti problemi finanziari di Portogallo, Irlanda, Grecia e della stessa Italia.

Tutto ciò prefigura scenari economici internazionali a dir poco incerti, con la stessa moneta unica a rischio esistenza.

Pare difatti sempre più improbabile che paesi in difficoltà finanziaria come la Grecia riescano a sanare il loro bilancio, data la pessima combinazione di debito pubblico altissimo, interessi sul debito ugualmente altissimi, prospettive di crescita del reddito basse o negative, e politiche fiscali rigide, che non fanno altro che peggiorare la situazione anzichè migliorarla, perchè deprimono ancora le prospettive di crescita.

Questo mentre il fondo di salvataggio europeo non convince affatto gli esperti, a cominciare dal fatto che entrerà in vigore nel 2013.

La sensazione è che uscire dalla crisi economica sarà difficile, specie a livello di singolo governo-paese, laddove servono invece interventi coordinati a livello comunitario.

Curioso peraltro come sottolineare come praticamente tutti gli stati abbiano un pesante debito pubblico, chi più chi meno, e non tra di loro, fatto che inevitabilmente renderebbe perlomeno alcuni di loro creditori, ma lo abbiano con le banche, che contrariamente a quello che pensa la gente comune non sono enti statali, ma privati...



Fonte dell'articolo su economia, finanza, crisi economica e debito pubblico delle nazioni

mercoledì 28 settembre 2011

Mutui e credito al consumo: come stanno andando le cose?

Articolo su credito al consumo e mutui



Diamo uno sguardo alla situazione italiana del credito al consumo e dei mutui, avvalendoci dei dati elaborati dall'Osservatorio Credito al Dettaglio, promosso da Crif, Assofin e Prometeia.

Il dato più positivo tra tutti riguarda i mutui: nello scorso anno difatti si è registrato un aumento dei mutui immobiliari dell'8.7%, dovuto soprattutto al perdurare dei bassi tassi di interesse (anche se, a onor del vero, occorre dire che i primi mesi del 2011 hanno fatto registrare una lieve flessione).

L'altro lato della bilancia è il decremento del credito al consumo, sia nell'ultimo anno (-5.2%) sia nella prima parte del 2011 (-3.3%).

Se è diminuita l'erogazione del credito al consumo, è migliorato invece il rischio di credito.

Così come sono moderamente positive le prospettive di crescita per il prossimo biennio: si prevede difatti che il credito alle femiglie registrerà un continuo e graduale incremento, e questo nonostante le perduranti criticità nel mercato del lavoro, che minano il reddito disponibile degli italiani.



Fonte dell'articolo su credito al consumo e mutui

martedì 20 settembre 2011

Crisi economica e possibili sviluppi...

Articolo su finanza ed economia



Da poco avevo postato un articolo su una delle videochat di Anima Sgr sull'argomento Economia, finanza e investimenti. Argomento decisamente sentito, specialmente in questo periodo di crisi economica.

A tale articolo segue quello odierno sull'attuale crisi economica e sui possibili sviluppi.

Sviluppi che, data l'attuale incertezza nei mercati, non può prescindere dall'incertezza a livello politico, come prova anche il presente momento dell'Italia, che peraltro si trova al centro del problema euro e che costituirà certamente un banco di prova per i progetti paneuropei.

In tutto questo, la crescente avversione al rischio dei risparmiatori, spesso alle prese, in campo finanziario, con l'emotività del momento tipica dei non professionisti.

In questo senso, se da un lato i consigli possono essere quelli dei piani di accumulo, di determinati strumenti finanziari o di una forte diversificazione, dall'altro lato il suggerimento principe è quello di affidarsi a degli esperti, senza avventurarsi nel fai da te.

In generale comunque, riprendere fiducia sarà necessario per abbassare il tasso di interesse, e colmare così lo spread differenziale con i titoli tedeschi, al momento decisamente più alto di quanto dovrebbe.

Fiducia in senso macro, e progetti chiaro in senso micro, stabilendo a monte il proprio orizzonte temporale e la propria propensione al rischio.



Fonte dell'articolo su finanza ed economia

giovedì 8 settembre 2011

Conviene investire nel paese Italia?

Articolo su economia, finanza e investimenti



L'articolo odierno è relativo alla videochat organizzata da Anima Sgr su un tema molto caldo in generale ma in questo ultimo burrascoso periodo in particolare: denaro e investimenti.

La videochat è stata condotta da Marco Lo Conte (giornalista de Ilsole24ore), e ha la visto la partecipazione di Maurizio Vanzella, Luca Felli e Gianluca Ferretti, responsabili a vario livello di Anima Sgr.

Essi hanno parlato in modo chiaro e sintetico (la videochat è durata poco meno di 40 minuti) di crisi economica, di debito pubblico, di azioni, obbligazioni e investimenti, del sistema bancario, dell'importanza di avere un asset equilibrato nei propri investimenti, del rapporto rischio-performance, nonchè dell'importanza di non improvvisarsi esperti, ma di affidarsi a dei consulenti seri per i propri investimenti qualora non si fosse del ramo, della situazione del paese Italia e di quanto conviene investire in esso...



Fonte dell'articolo su economia, finanza e investimenti

mercoledì 17 agosto 2011

Finanza: continua la corsa all'oro??

Articolo su finanza e mercato dell'oro



Nei mesi passati l'oro è arrivato al suo massimo storico, come peraltro anticipato da alcune previsioni di settore.

La domanda è: si tratta di un fattore momentaneo destinato a sgonfiarsi rapidamente oppure di un dato strutturale?

E' da dire, difatti, che l'oro è da sempre una sorta di bene rifugio (come anche certe valute del forex), cui la gente ricorre soprattutto nei periodi di crisi, economica o politica, come quest'ultimo; si pensi alle turbolenze, di vario tipo ma tutte con riflessi macroeconomici, di Vicino Oriente, Giappone, Nord Africa, Irlanda, Grecia, etc.

Ergo, il mercato dell'oro è meno tecnico e più emotivo di altri, fatto che lo rende difficile da interpretare per i non specialisti, e questo nonostante la fetta maggiore della richiesta d'oro sia sempre quella destinata al settore orafo.

Subito dietro, la richiesta delle banche centrali, che negli ultimi anni hanno ceduto parte delle loro riserve auree.



Fonte dell'articolo su finanza e mercato dell'oro

martedì 2 agosto 2011

Crisi greca: su chi peserebbe un eventuale fallimento??

Articolo sulla crisi greca



Senza dubbio alcuni uno degli argomenti più caldi degli ultimi mesi è la crisi greca, crisi che avrebbe, in caso di fallimento dichiarato, inevitabili e importanti ripercussioni.

Ma su chi?

Certamente sui greci, ma anche su quei paesi, come Francia e Germania, le cui banche detengono la maggior parte dei titoli di stato; idem dicasi per la stessa Banca Centrale Europea.

Senza contare la possibilità di un contagio con quei paesi europei ugualmente messi male a livello di debito pubblico ed economia, come il Portogallo, l'Irlanda, o la stessa Italia.

Ma le ripercussioni sarebbero generali: si pensi solamente alla svalutazione che avrebbe l'euro (in caso di default con la Grecia all'interno dell'Unione Europea...), fatto che coinvolgerebbe tutti i cittadini e le aziende europee.

Peraltro, un eventuale superamento della crisi greca pare sempre più improbabile, visto che il paese ellenico sta chiedendo aiuti all'Europa da ben due anni, ma senza ottenere esiti apprezzabili, e anzi peggiorando il rapporto tra pil e debito pubblico, nonostante l'austerity lanciata.

Vedremo se è davvero troppo tardi per la Grecia e come si muoverà l'Unione Europea per fronteggiare la crisi greca...



Fonte dell'articolo sulla crisi greca

venerdì 29 luglio 2011

La logica nascosta della vita: esistono i comportamenti insensati?

Recensione del libro di Tim Harford La logica nascosta della vita



La logica nascosta della vita è il secondo libro di Tim Harford che passa su Una vita fantastica!, dopo L’economista mascherato.

A separare i due libri, entrambi di argomento economico-sociale, cinque anni, nonchè l'ottica di fondo: mentre L'economista mascherato si occupava del settore macroeconomico, studiando i comportamenti di stati, organizzazioni, aziende, etc, La logica nascosta della vita passa al settore microeconomico, spiegandoci i perchè nascosti dei comportamenti individuali.

Persino di quelli apparentemente più insensati, che a prima vista paiono portare danni dal punto di vista della salute, delle finanze, etc, ma che, ci svela Tim Harford ne La logica nascosta della vita, hanno un senso logico perfetto, per quanto nascosto.

Per dimostrarci ciò, l'economista americano, il quale tiene un'aprezzatissima rubrica sul Financial Times, propone esempi di ogni tipo: il comportamenti dei topi, le nuove abitudini sessuali dei giovani americani, etc.

La conseguenza del tutto è che ogni singolo comportamento tiene conto del rapporto costi-benefici, fosse anche in modo inconsapevole da parte di chi lo agisce.

La logica nascosta della vita riesce nel suo intento, laddove fa capire molte cose, e lo fa in modo disinvolto e divertente, donando al suo lettore una nuova prospettiva sulle cose e quindi maggior consapevolezza nei suoi stessi comportamenti. In questo senso, è considerabile come un testo a metà strada tra economia, sociologia e sviluppo personale.



Fonte della recensione del libro di Tim Harford La logica nascosta della vita

giovedì 14 luglio 2011

La crisi greca e il cambio euro-dollaro..

Articolo sulla crisi greca e il cambio euro-dollaro



Molti addetti ai lavori del mercato finanziario, ma anche molti semplici spettatori, si sono domandati come mai la recente crisi greca non abbia portato con sè un deprezzamento della moneta unica nel mercato delle valute (che si chiama forex).

Difatti, dal momento che la situazione greca è persino più critica di quando, tempo fa, aveva portato a un deprezzamento del 16% dell'euro verso il dollaro, e che tale crisi segue le crisi anche di Spagna, Irlanda e Portogallo, ci si sarebbe attesi una crisi anche della valuta europea.

La quale, al contrario, da gennaio si è addirittura apprezzata!

Tanto che in molti si chiedono chi o cosa ci sia dietro...

Le spiegazioni più probabili sono tre:

1. la forza dell'euro sul dollaro dipende dall'aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, laddove invece la Federal Reserve ha dichiarato di voler mantenere i tassi bassi per molto tempo.

2. E' proprio la gravità della crisi greca, vicina al fallimento, a dare una mano all'euro, dal momento che, col fallimento e la fuoriuscita della Grecia dalla zona euro, la moneta unica si troverebbe sgravata della zavorra ellenica.

3. Non è solo la Grecia ad essere sotto i riflettori macroeconomici, ma anche gli stessi Usa, i quali ad inizio agosto dovranno affrontare il nodo, tanto economico quanto politico, del loro enorme debito pubblico.

A seconda di quanto succederà il cambio euro-dollaro potrebbe prendere direzioni molti diverse...



Fonte dell'articolo sulla crisi greca e il cambio euro-dollaro

mercoledì 6 luglio 2011

Grecia: quali ripercussioni sull'economia europea e mondiale?

Articolo sulla Grecia e la crisi economica



Sfortunatamente, ultimamente la crisi della Grecia è salita agli onori della cronaca, un po' per le difficoltà economiche, un po' per i disordini civili che ne sono scaturiti.

Noi ovviamente rimaniamo sul fattore prettamente economico, chiedendoci, come si sono chiesti molti, se è possibile che un paese così piccolo possa determinare grandei sconvolgimenti nell'economia europea e mondiale o se, al contrario, si sta sopravvalutando la portata dell'evento.

Difatti, la Grecia pesa sul PIL (ossia sul prodotto interno lordo) europeo appena per il 2,5%...

Gli eventi sono cominciati a fine 2009, quando il governo grego ammise che il suo disavanzo di bilanzio era di diverse volte superiore a quello dichiarato, fatto che ha generato un'ondata speculativa nonchè una perdita di credibilità della moneta unica.

A quel punto le possibilità per l'Europa erano tre:

- aiutare la Grecia con risorse proprie,

- gestire il default della Grecia in modo possibilmente ordinato, concordando con i creditori una diminuzione del valore dei titoli,

- espellere la Grecia dell'Europa Unita e lasciarla al suo destino.

Si è scelta dapprincipio la prima ipotesi, ma senza esiti apprezzabili.

Ci si è così orientati più di recente sulla seconda... con la terza che rimane come extrema ratio. In questo caso, si avrebbe una clamorosa fuga di capitali, il fallimento delle banche greche, nonchè la possibilità di "contagio" degli altri paesi minori dell'Europa, oltre che un effetto anche su quelli maggiori.

In uno scenario di questo tipo, i capitali fuggirebbero dai paesi deboli versi i mercati rifugio (Usa, Svizzera, Germania, Giappone).



Fonte dell'articolo sulla Grecia e la crisi economica

martedì 28 giugno 2011

Domanda di mutui: quali sono le previsioni per l'talia?

Articolo sulla domanda di mutui



Le previsioni relative al mercato del credito, sulla base dei dati degli ultimi mesi, indicano che vi sarò molto probabilmente un calo della domanda di mutui.

Il dato stimato, per la precisione, è di un calo del 3,3% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.... un dato certamente non entusiasmante se si spera nella ripresa del mercato.

Tutto questo nonostante negli ultimi mesi del 2010 fosse stato registrato un aumento della domanda di mutui, tendenza purtroppo non confermata.

La causa di tale netto calo nelle domande di mutui può essere ricondotta secondo molti esperti all'aumento del costo del denaro, e nel susseguente aumento del tasso variabile (collegato all'Euribor), nonchè nel precariato diffuso nel nostro paese a livelo occupazionale.

In attesa di notizie positive (magari anche dalla Banca Centrale Europea), non ci resta che rimanere in fiduciosa attesa.


Fonte dell'articolo sulla domanda di mutui

giovedì 23 giugno 2011

Soldi al vento: perchè spendiamo i soldi in modi stupidi??

Articolo sul libro di Gary Belsky e Thomas Gilovich Soldi al vento



Dopo un libro di sviluppo personale in senso pure (precisamente, Energy! di Roy Martina e Roberto Re), stavolta la proposta è di un libro dedicato a soldi e ricchezza, dal titolo piuttosto eloquente: Soldi al vento.

Si tratta di un libro scritto da Gary Belsky e Thomas Gilovich, rispettivamente giornalista finanziario e professore di economia.

Il sottotiolo, altrettanto eloquente, si chiede come mai persone intelligenti prendono decisioni economiche insensate, e come correggere questa tendenza.

Il libro, come intuibile, oscilla tra economia e psicologia, proponendosi di spiegare come mai persone altrimenti intelligenti in campo finanziario facciano invece molte scelte stupide, spinte magari da meccanismi psicologici che nemmeno conoscono o sospettano...

... L'obiettivo di Soldi al vento è proprio quello di far capire al lettore quali sono questi meccanismi, in modo da non agirli più le volte successive.

Il testo è pieno di esempi pratici e anche simpatici, che lo rendono chiaro, gradevole e comprensibile a chiunque, anche ai non esperti di tematiche economico-finanziarie.

In definitiva, Soldi al vento di Gary Belsky e Thomas Gilovich è un libro originale e interessante per chiunque volesse capirne qualcosa in più...



Fonte dell'articolo sul libro Soldi al vento, di Gary Belsky e Thomas Gilovich

martedì 21 giugno 2011

Produttività: da cosa dipende e cosa genera nell'economia??

Articolo su produttività ed economia



Ultimamente si è parlato molto di produttività, anche a seguito del Decreto Sviluppo approvato dal Governo nonchè della successiva assise di Confindustria.

Ma di preciso cosa è la produttività, da cosa dipende e cosa provoca?

In sintesi, la produttività è la quantità di prodotto generata da un'unità di capitale in un dato tempo, e deriva da diversi fattori: la tecnologia,il capitale, le infrastrutture, l’ambiente sociale, la formazione, l’efficienza dei servizi pubblici, la semplicità del sistema fiscale, la certezza del diritto.

Sempre in sintesi, essa è rappresentativa dalla capacità di un paese di crescere, compentendo internazionalmente, nonchè controllando la propria inflazione.

Difatti, una produttività bassa e stagnate è un pessimo indicatore dell'economia, e non a caso l'Italia è alle prese con questo problema da molto tempo... specialmente ora che non è più possibile svalutare la lira, che non esiste più, per cercare di rimediare alla più scarsa competitività all'estero.

L'OCSE addirittura ci piazza all'ultimo posto su 38 paesi presi in esame, dato che fa il paio con la crescita del pil italiano negli ultimi 20 anni: appena il 3%, ben al di sotto del 20% medio della zona Euro.

E non è un caso nemmeno che la Banca Mondiale piazza l'Italia, su 183 paesi, in 80esima posizione per la facilità di fare impresa, nonchè 157esimi per la certezza del diritto, tra Kosovo e Congo.

Il fatto positivo è che si è preso coscienza dell'importanza di tali fattori nell'aumento della propria produttività...



Fonte dell'articolo su economia e produttività

martedì 7 giugno 2011

Inflazione: quanto pesa sui risparmiatori e come fronteggiarla al meglio??

Articolo su economia, finanza e inflazione



Negli ultimi tempi tra economisti e professionisti dei mercati finanziari circola la voce di una salita dell'inflazione nei prossimi anni.

Questa ipotesi pessimistista sarebbe corroborata dai dati dei primi mesi del 2011, con un'accelerazione improvvisa dovuta soprattutto all'aumento del prezzo di traporti e materie prime (fattori su cui gli eventi recenti in Nord Africa e Medio Oriente hanno ovviamente avuto ripercussioni).

Al contrario il dato del 2010 nella zona euro non era stato affatto allarmante: l'inflazione si è attstata all'1,6%.

La domanda è dunque scontata: ammesso che l'inflazione subisca davvero un'impennata verso l'alto, cosa possono fare i risparmiatori per proteggere il loro capitale?

Anche in questo caso le statistiche ci vengono in soccorso: sul lunghissimo periodo a risultare più performanti sono le azioni (negli ultimi due secoli hanno avuto un rendimento medio del 6%), mentre nello stesso arco temporale l'oro ha solo tenuto il passo dell'inflazione.

Su periodi più brevi e "umani", invece, meglio orientarsi su materie prime, bot e titoli di stato a breve termine.

In generale, comunque, due buoni consigli sono i seguenti:

- divefrsificare il proprio portafoglio,

- affidarsi alla gestione di professionisti.


Fonte dell'articolo su economia,finanza e inflazione

mercoledì 25 maggio 2011

Petrolio: fin quando aumenterà il prezzo???

Articolo di economia sul prezzo del petrolio



Di recente il prezzo del petrolio è arrivato alle stelle, ben 120 dollari al barile, questo a causa delle turbolenze internazionali in Nord Africa e in Medio Oriente.

La domanda che si fanno tutti è: il prezzo del petrolio continuerà a salire??

Prova a rispondere alla vexata quaestio Gianluca Ferretti, l'esperto di Anima Sgr, per quanto la risposta non sia facile viste le incognite geopolitiche che chiaramente nessuno sa quando e come si risolveranno.

Occorre anche dire che la debolezza del dollaro, valua con la quale per tradizione si scambiano le materie prime, aiuta a tenere il prezzo alto.

L'abbinamento dollaro debole e materie prime forti peraltro fa il gioco degli speculatori e dei paesi produttori di petrolio, con le previsioni della Banca Mondiale che in tal senso non sono entusiasmanti.

Difatti, nei prossimi si prevede un aumento del consumo del petrolio a causa dell'occidentalizzazione dello stile di vita di due paesi popolosi come Cina e India (a questo ritmo entro il 2025 la Cina dovrebbe triplicare il suo consumo di petrolio!).

Si spera dunque che nel prossimo futuro le fonti di energia più naturali e sostenibili vadano a diminuire quel terzo del fabbisogno modniale che attualmente copre il petrolio... in caso contrario, il suo costo aumenterà a dismisura...



Fonte dell'articolo di economia sul prezzo del petrolio

martedì 5 aprile 2011

Problemi in Giappone: quali le conseguenze economiche nel medio-lungo periodo?

Articolo sui problemi in Giappone e le conseguenze in economia-finanza



Nuovo appuntamento con i video di Anima.sgr, portale dedicato ad argomenti di economia e finanza.

In questo nuovo video, che segue quelli sulla questione Nord Africa e petrolio e sulla questione inflazione, Armando Carcaterra ci illustra quali potrebbero essere gli effetti nel medio-lungo periodo dei recenti problemi in Giappone.

Se l'effetto immediato è stato un drastico calo in molte borse mondiale, ovviamente Tokyo in testa, nel più lungo periodo si prevede un ritorno dei capitali in patria per affrontare la crisi, nonchè un grande impegno nella ricostruzione delle infrastrutture, che potrebbe costituire un volano per la ripresa economica, con ovvie conseguenze anche a livello internazionale.


Fonte dell'articolo su finanza ed economia e sui recenti problemi in Giappone

mercoledì 16 marzo 2011

Inflazione: sta per ritornare?

Articolo su inflazione ed economia


Secondo appuntamento con i video di Animasgr.it.

Stavolta Gianluca Ferretti, responsabile degli investimenti obbligazionari, ci parla della possibilità di un nuovo periodi di inflazione, collegato ovviamente ai recenti problemi in Nord Africa e alla questione petrolifera.

Una diminuzione della produzione di petrolio difatti significa aumento del prezzo del carburante, e quindi dei costi dei trasporti e dei prodotti tutti, con ampie conseguenza nell'economia e nella finanza.

Peraltro, gli effetti dell'inflazione sarebbero diversi sulle azioni, sulle obbligazioni e sui beni reali.



Fonte dell'articolo su inflazione ed economia

giovedì 10 marzo 2011

Quali le conseguenze dei problemi nel nord Africa?

Articolo sulle conseguenze economiche dei problemi in Nord Africa



L'articolo di oggi è un po' particolare, visto che si tratta di un pezzo di accompagnamento a un video,prodotto da Animasgr.it, in cui Armando Carcaterra sintetizza quali saranno le principali conseguenze degli attuali disordini in Nord Africa a livello macro-economico, a partire dal problema petrolifero.

L'idea di fondo è che, come sempre più esempi ci mostrano, viviamo in un mond ormai globalizzato, in cui la crisi economica o i disagi di un paese si riflettono inevitabilmente su altri paesi, vicini o lontani.

Il caso del Nord Africa, Libia in particolare, è evidente, visto che il petrolio, la sua estrazione e le sue variazioni di prezzo vanno a influire, tramite i trasporti, su praticamente ogni settore economico...


Fonte dell'articolo sulle conseguenze economiche dei problemi in Nord Africa


venerdì 11 febbraio 2011

L'economista mascherato: qual è la logica che fa muovere i soldi?

L'economista mascherato tecnicamente non è un libro di sviluppo personale, area cui si dedica Una vita fantastica!, purtuttavia, come hanno spesso sottolineato alcuni formatori del settore, nonchè persino maestri spirituali, occorre dedicarsi al proprio benessere a 360 gradi:quindi benessere spirituale, benessere mentale e benessere materiale.

All'interno del benessere materiale, va da sè, testi come questo hanno la loro importanza, perchè ci rendono più consapevoli di quali sono i meccanismi economici che ci circondano.

questo dicasi sia per la vita di tutti i giorni (il supermercato, ad esempio), sia per i fenomeni macro (le politiche economiche dei vari stati, ad esempio).

Tim Harford è un giornalista-economista del Financial Times, nel quale cura una rubrica dedicata proprio ai dubbi della gente su denaro, economia, etc, ed ha un grande successo tanto come giornalista quanto come scrittore-divulgatore.

Ne L'economista mascherato egli affronta alcuni settori economici (dieci, come le parti in cui è divisio il libro), cercando di renderci edotti su cosa sia a muovere i soldi e l'economia.

Questo utilizzando anche teorie di economisti del passato, come Keynes o Ricardo, ma anche del presente, come Akerlof (di cui ho già recensito Spiriti animali).

Tim Harford riesce nell'intemto di farci capire qualcosa di più dei meccanismi economici del mondo?

Sì, grazie anche a uno stile discorsivo e ironico, che rende più gradevole un argomento che altrimenti sarebbe stato ben più ostico.

In definitiva, L’economista mascherato è un libro che vale la pena leggere per diventare persone più informate e conscie del mondo.


Fonte della recensione del libro di Tim Harford L'economista mascherato