mercoledì 22 giugno 2011

Il mago di campagna - Claudia Bevilacqua: romanzo a metà tra drammatico ed esoterico...

Recensione del romanzo di Claudia Bevilacqua Il mago di campagna



La recensione di oggi su Libri e Romanzi è dedicata a quello che formalmente è un romanzo, ma che presenta dei contenuti piuttosto profondi sull'esistenza, tanto che quasi potrebbe essere definito come un testo esoterico: mi riferisco a Il mago di campagna, libro scritto da Claudia Bevilacqua.

Il mago di campagna racconta la storia di Pietro, un giovane agricoltore di provincia che si trova preso tra le difficoltà della vita: le ristrettezze economiche, il duro lavoro nei campi, le dicerie popolari, una famiglia difficile, un matrimonio che non funziona, etc.

Pietro, tuttavia, ha una sensibilità particolare, che gli permetterà da un lato di essere istruito dalla strega Maddalena, e dall'altro lato di intuire e vedere in prima persona che l'esistenza è molto più di quanto non sembri a prima vista.

In tal senso, Il mago di campagna è un vero e proprio romanzo di formazione, a metà strada tra libro drammatico e libro esistenziale.

Claudia Bevilacqua è abile a tratteggiare personaggi coerenti, nonchè a dipingere un affresco sociale anch'esso credibile e vivace, nel quale il lettore non fa fatica a calarsi.

Tuttavia, è decisamente meno abile in qualcosa di più pratico, ma comunque fondamentale nella letteratura: la punteggiatura. l'uso delle virgole, in particolare, è da ritiro della patente...

Inoltre, il libro dà sempre la sensazione che sta per prendere il volo, di avere un colo in canna in più che però non viene mai esploso.

Complessivamente, comunque, Il mago di campagna di Claudia Bevilacqua è un buon romanzo.



Fonte della recensione del romanzo di Claudia Bevilacqua Il mago di campagna

Il potere di adesso - Carte per la meditazione - Echkart Tolle: un buon prodotto??

Recensione de Il potere di adesso - Carte per la meditazione, di Eckhart Tolle




Il potere di adesso - Carte per la meditazione seguono a breve distanza le altre carte che vi ho presentato, sarebbe a dire le Carte di Chiedi e ti sarà dato e le Carte della mente milionaria, rispettivamente dei coniugi Hicks e di Harv Eker.

Queste, come intuibile, sono relativo al best seller di Eckhart Tolle, Il potere di adesso.

Il prodotto comprende cinquanta carte e un libriccino di una novantina di pagine, curato da Marina Borruso, un'allieva di Tolle.

Va subito precisato che si tratta di un prodotto un poco più sofisticato rispetto ai due prima citati, sia per la forma editoriale, con la sua veste di "scrigno", sia per la già citata presenza di un sostanzioso libriccino di commento al pensiero di Eckhart Tolle...

... paradossalmente, più utile a mio avviso di Come mettere in pratica il potere di adesso, che non faceva altro che riportare, spesso parola per parola, il pensiero di Tolle.

Qua invece abbiamo dei commenti "esterni", nonchè la testimonianza diretta di un'allieva.

Le carte, eleganti e ben realizzate, sono suddivise in cinque categorie, ossia: il potere della presenza, la liberazione attraverso il cambiamento, la saggezza dell’arrendersi, la fiamma della consapevolezza, la via per uscire dalla sofferenza.

Come per i due casi precedenti, ho trovato utili anche queste carte, un po' perchè sono un ottimo strumento di sintesi concettuale, un po' perchè, consultandone un paio ogni giorno (cosa che ho preso l'abitudine di fare), effettuo un'eccellente operazione di "richiamo".

In definitiva, se avete apprezzato i libri di Eckhart Tolle probabilmente apprezzerete anche Il potere di adesso - Carte per la meditazione.



Fonte della recensione de Il potere di adesso - Carte per la meditazione, di Eckhart Tolle

martedì 21 giugno 2011

Produttività: da cosa dipende e cosa genera nell'economia??

Articolo su produttività ed economia



Ultimamente si è parlato molto di produttività, anche a seguito del Decreto Sviluppo approvato dal Governo nonchè della successiva assise di Confindustria.

Ma di preciso cosa è la produttività, da cosa dipende e cosa provoca?

In sintesi, la produttività è la quantità di prodotto generata da un'unità di capitale in un dato tempo, e deriva da diversi fattori: la tecnologia,il capitale, le infrastrutture, l’ambiente sociale, la formazione, l’efficienza dei servizi pubblici, la semplicità del sistema fiscale, la certezza del diritto.

Sempre in sintesi, essa è rappresentativa dalla capacità di un paese di crescere, compentendo internazionalmente, nonchè controllando la propria inflazione.

Difatti, una produttività bassa e stagnate è un pessimo indicatore dell'economia, e non a caso l'Italia è alle prese con questo problema da molto tempo... specialmente ora che non è più possibile svalutare la lira, che non esiste più, per cercare di rimediare alla più scarsa competitività all'estero.

L'OCSE addirittura ci piazza all'ultimo posto su 38 paesi presi in esame, dato che fa il paio con la crescita del pil italiano negli ultimi 20 anni: appena il 3%, ben al di sotto del 20% medio della zona Euro.

E non è un caso nemmeno che la Banca Mondiale piazza l'Italia, su 183 paesi, in 80esima posizione per la facilità di fare impresa, nonchè 157esimi per la certezza del diritto, tra Kosovo e Congo.

Il fatto positivo è che si è preso coscienza dell'importanza di tali fattori nell'aumento della propria produttività...



Fonte dell'articolo su economia e produttività

La decima illuminazione - James Redfield: libro all'altezza de La profezia di Celestino?

Recensione del libro La decima illuminazione, di James Redfield



La decima illuminazione è il seguito de La profezia di Celestino, libro che ho recensito ormai tantissimo tempo fa e che ha donato al suo autore, James Redfield, una grande fama di scrittore in campo spirituale, un po' come Paulo Coelho, Carlos Castaneda, etc.

Anche se occorre dire che i suoi libri non sono libri di crescita personale in senso classico (non so, penso a Walsch o ai coniugi Hicks), bensì sono strutturati come romanzi, aventi un contenuto di tipo esistenzial-spirituale.

Tra l'altro da pochissimo è uscito La dodicesima illuminazione... fatto che significa che sono in ritardo di un paio di libri...

Ad ogni modo, veniamo a La decima illuminazione, romanzo che riprende le fila da La profezia di Celestino, riproponendone lo schema di base: da un lato trama avventurosa nei menantri delle foreste del Perù, e dall'altro qualche spunto esistenziale...

... molti meno che ne La profezia di Celestino, comunque, e la stessa trama risulta meno convincente, generando dunque una sensazione di delusione, oltre che del fatto che probabilmente il libro avrebbe potuto essere inglobato, magari più sinteticamente, in un testo successivo.

Qualche spunto c'è, intendiamoci, col libro che rivela qualcosa su intuizione e intenzione di vita, ma che, stringi stringi, pare essere più un'operazione studiata a tavolino che non un libro ispirato.

Come detto, di
James Redfield è molto meglio La profezia di Celestino, in attesa di leggeere eventualmente i libri successivi.


Fonte della recensione del libro di James Redfield La decima illuminazione

lunedì 20 giugno 2011

L'uomo che fissa le capre: hai visto il bizzarro film con Ewan McGregor, George Clooney, Jeff Bridges e Kevin Spacey?

Recensione del film L'uomo che fissa le capre



L'uomo che fissa le capre è un film piuttosto bizzarro, e se vogliamo anche coraggioso, dal momento che mette in bella vista, pur se dietro la patina di film surreale e bislacco, quella che è una realtà dell'esercito americano e non solo: i soldati psichici (detti anche remote viewer, guerrieri jedi, etc).

La regia è affidata a Grant Eslov, mentre il cast di attori protagonisti è veramente di alto spessore: Ewan McGregor (Moulin rouge, Sogni e delitti, Trainspotting), George Clooney (Ocean's eleven, Dal tramonto all'alba), Kevin Spacey (American beauty, K-Pax), Jeff Bridges (Tideland, L’amore ha due facce, La leggenda del re pescatore).

Curiosamente, in pratica nessuna donna, fatto certamente anomalo nel cinema di oggi.

Ma andiamo subito alla trama, con l'incipit del film che incuriosisce decisamente: Bob Wilton (Ewan McGregor) è un giovane giornalista deluso dal fatto che la moglie lo a appena lasciato... per il suo capo, tra l'altro.

Allora, anche per far colpo, decide di imbarcarsi in un rischioso reportage in Iraq, laddove conosce Lyn Cassady (George Clooney), che si autodefinisce guerriero jedi.

Incuriosito, lo segue alla ricerca di una storia interessante, finendo per venire a conoscenza di tutto un mondo poco pubblicizzato, per l'appunto quello dei soldati psichici, tra cui anche Bill Django (Jeff Bridges) e Larry Hooper (Kevin Spacey).

L'uomo che fissa le capre si muove tra il passato e il presente, risultando sempre interessante, tanto che il tempo scorre via veloce (fatto che dico da sempre essere il principale indicatore di bontà di un film).

Tuttavia, il film dà sempre l'impressione che sta per succedere qualcosa di importante... che però non succede mai, scivolando fino alla fine. In questo senso, delude un po', anche perchè non sembra aver avuto il coraggio di evolvere in una certa direzione.

L'uomo che fissa le capre rimane comunque una commedia surreale originale e gradevole.


Fonte della recensione del film L'uomo che fissa le capre