martedì 14 settembre 2010

I dolori del giovane Werther: hai mai letto il classico di Goethe??

Probabilmente per il sito è un momento buono per le recensioni di classici europei di inizio '800: dopo E.T.A. Hoffmann e i suoi Notturni, arriva su Libri e Romanzi anche Goethe con I dolori del giovane Werther, romanzo datato 1774 e uno dei più celebri dello scrittore tedesco (insieme ad altri capolavori come il Faust o Le affinità elettive).

Peraltro, è riduttivo definire Goethe uno scrittore, come peraltro lo sarebbe anche per Hoffmann, dato che i due sono stati intellettuali ad ampio raggio, attivi in molti campi del sapere e in molte arti: dalla letteratura alla musica, dalla pittura alle scienze.

Anzi, tanto Hoffmann quanto Goethe hanno incarnato perfettamente il momento di passaggio, tanto in ambito letterario quanto culturale e di paradigma vitale, dall'Illuminismo al Romanticismo.

E opere come I dolori del giovane Werther, che anzi hanno anticipato di qualche anno l'esplosione di tale fenomeno culturale, ne sono un'ottima dimostrazione, pregne come sono di sentimentalismo, drammaticità, passione e dubbi interiori.

La trama è tutto sommato semplice: Werther è un giovane uomo che si innamora di Charlotte, la quale, peraltro, pare non essere indifferente essa stessa.

Tuttavia, la ragazza, essendo già fidanzata con Albert, offre a Werther solamente la sua amicizia, e non anche il suo amore, cosa che genererà i dolori di cui nel titolo...

Il testo, manco a dirlo, è assai emotivo e intenso, e ovviamente piacerà a chi gradisce un certo tipo di storie e di letteratura.

Di mio, tendo nettamente verso il romanticismo più puro, ossia quello immaginifico di Hoffmann, ma è chiaramente una questione di gusti, e I dolori del giovane Werther rimane comunque un classico della letteratura europea.


Fonte: http://libriromanzi.blogspot.com/2010/09/i-dolori-del-giovane-werther-johann.html

lunedì 13 settembre 2010

Quando i giganti abitavano la Terra: non perderti le rivelazioni dell'ultimo libro di Zecharia Sitchin!

Zecharia Sitchin è un autore molto discusso.

Assai contrastato dalla scienza ufficiali per i suoi scritti coraggiosi (che probabilmente danno fastidio a qualcuno), si è invece conquistato una grandissima fama tanto pressi i ricercatori indipendenti, quanto presso il grande pubblico grazie ai suoi best seller, ormai già tredici.

Testi come Spedizioni nell'altro passato e Il giorno degli Dei gli sono valsi, oltre a tale fama positiva, ben cinque milioni di copie vendute in tutto il mondo, segno che qualcosa sta cambiando al livello della comprensione generale e dell'apertura mentale delle persone.

Ad ogni modo, con questo suo nuovo libro, Quando i giganti abitavano la Terra, Sitchin riprende le fila del suo discorso, approfondendo i vari punti da lui trattati: il pianeta Nibiru, gli scritti sumeri (di cui è uno dei più auterevoli interpreti), le cosmologie e le mitologie di vari popoli dell'antichità, l'interpretazione dei testi sacri contenporanei, da quelli indiani alla nostra Bibbia, gli studi sul dna umano, etc.

Ne emerge un testo tanto realistico e documentato, quanto sensazionale per le sue rivelazioni, cui peraltro i lettori abituali di Sitchin saranno ormai abituati.

Un nuovo mattoncino nella rivelazione della verità; in tal senso, va un grande merito ad autori come Zacharia Sitchin, Colin Wilson, Peter Kolosimo, Richard Thompson, Michael Cremo, etc, capaci di squarciare il velo della storia ufficiale (che ormai, lo sanno in molti, fa acqua da tutte le parti).


Fonte: http://pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com/2010/09/quando-i-giganti-abitavano-la-terra.html

Man in black: uno dei miei film preferiti!

Fino a questo momento in Cinema e film vi era una grossa lacuna, posto che mancava uno dei miei film preferiti di sempre: Man in black.

Ora, dopo l'ennesima visione (la sesta, settima?) di questo film a metà tra fantascienza e commedia, tale lacuna è stata finalmente colmata.

Man in black è stato diretto da Barry Sonnenfeld nell'ormai lontano 1997; il regista peraltro aveva esordito alla macchina da presa qualche anno prima con un altro film a metà tra commedia, fantastico e grottesco, ossia La famiglia addams, altro film senza dubbio meritevole, pur nel suo genere particolare.

Ma veniamo a Man in black: gli attori protagonisti sono Will Smith (Io sono Leggenda, Hitch, Il principe di Bel-Air), Tommy Lee Jones (Il fuggitivo, JFK - Un caso ancora aperto) e Linda Fiorentino (Dogma).

Ed ecco la trama in sintesi: negli Usa esiste un'agenzia governativa supersegreta chiamata MIB, ossia "man in black". Il suo compito è quello di controllare i movimenti degli alieni, regolamentandoli e sbrogliando eventuali problemi.

Come per esempio quello generato da un alieno insettoide che, volendosi appropriare della "galassia", mette a repentaglio l'intera Terra, in un gioco di azione e mosse diplomatiche.

All'agente J e all'agente K il compito di risolvere la spinosa situazione.

Il film a mio avviso è irresistibile: la trama è originale e vivace, i personaggi principali caratterizzati in modo eccellente, effetti speciali e colonna sonora sono all'altezza, e il ritmo rimane coinvolgente dall'inizio alla fine, uno di quei rari casi in cui un film arriva a compimento e non ti sei neanche accorto che è passata un'ora e mezza.

Inoltre, Man in black contiene due messaggi di fondo molto importanti, che lo impreziosiscono anche dal punto di vista concettuale:

- il razzismo è stupido, e le diversità vanno accettate,

- spesso c'è molto più di quanto noi non crediamo di vedere, e tutto dipende dal nostor punto di vista.

Insomma, Man in black è un film divertente e profondo, che merita certamente di stare in ogni collezione di dvd, soprattutto in quelle degli appassionati di cinema fantastico.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/09/men-in-black-barry-sonnenfeld-film.html

venerdì 10 settembre 2010

Media Shopping: scopri come guadagnare soldi con l'affiliazione di Tradedoubler!

Ennesima recensione sull'argomento affiliazioni, come sempre rivolta a segnalarvi le affiliazioni più interessanti del web.

Affiliazioni che, come dico spesso, costituiscono un modo ottimo per guadagnare soldi online, ovviamente in relazione al proprio impegno.

Tra siti, blog, adwords, facebook o altro, comunque, i modi per guadagnare con le affiliazioni ci sono, e sta a noi utilizzarli.

Il nostro compito, ovviamente, è quello di portare a un certo sito il maggior numero possibile di utenti, magari in target col settore di beni o servizi proposti.

L'affiliazione presa in esame stavolta è quella di Media Shopping, il noto marchio di vendite a distanza, che avremo certamente visto in tv o presso qualche centro commerciale.

Il nome di Media Shopping è una garanzia, come è una garanzia il nome dell'intermediario, ossia Tradedoubler, probabilmente il più importante sito di affiliazioni.

Garantita la serietà, dunque, passiamo alla remunerazione proposta, che oscilla dal 3% al 12% a seconda di alcuni fattori; una remunerazione certamente interessante per chi voglia puntarci sopra, magari con un sito dal buon traffico e qualche banner a tema.

Insomma, vedete voi se vi va di guadagnare soldi con Media Shopping o se preferite orientarvi su qualcos'altro.

Buon guadagno a tutti.


Fonte: http://soldiericchezzaconinternet.blogspot.com/2010/09/mediashopping-affiliazione-tradedoubler.html

Ricky - Una storia d'amore: film surreale di François Ozon!

In passato ho visto due film di Frainçòis Ozon, regista francese brillante e originale: uno era il riuscitissimo musical-commedia-giallo 8 donne e un mistero; l'altro il drammatico-psicologico Swimming pool.

Il terzo della lista è stato Ricky - Una storia d’amore, storia di passione, d'amore... e surreale, anche se, nonostante lo spunto di base decisamente fantastico (un bambino volante!), il film mantiene un focus prevalentemente psicologico-relazionale, punto evidentemente molto importante nei film di Ozon.

In sintesi la trama è la seguente: Katie è la madre single della giovane Lisa, e fa l'operaia in una fabbrica, luogo nel quale conosce un bel giorno Paco, con cui scoppia subito la passione.

I due cominceranno ben presto una convinvenza, che porterà in dote Ricky, un bambino molto speciale...

I punti forti del film sono lo spunto di partenza e la trattazione dei personaggi, abbastanza ben caratterizzati.

Invece, l'evoluzione della trama appare piuttosto debole, con un colpo di genio che ci si aspetta da un momento all'altro da Ozon, ma che alla fine non arriva.

Inoltre, anche i dialoghi sono piuttosto piatti e poco coinvolgenti.

In definitiva, da un regista di talento come François Ozon sarebbe stato lecito attendersi qualcosa di più: 8 donne e un mistero a mio parere gli dà svariate lunghezze di distacco.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/09/ricky-una-storia-damore-film-surreale.html