martedì 7 dicembre 2010

Lezioni di scrittura creativa: ce le dà il Gotham Writers' Workshop!

Su Libri e Romanzi di recente sono apparsi alcuni libri sulla scrittura:

- Smettetela di piangervi addosso: scrivete un best seller, Renato Di Lorenzo,

- Scrivere zen, Natalie Goldberg,

- Il mestiere di scrivere, Raymond Carver.

Ognuno era utile a modo suo a chi volesse cimentarsi nell'arte dello scrivere, fornendo consigli di vario tipo, chi focalizzandosi sui racconti, chi sui romanzi, chi sulle poesie, chi puntando al successo commerciale e chi allo scrivere come condizione esistenziale.

Nessuno dei tre, a mio avviso, costituiva tuttavia una trattazione organica a onnicomprensiva...

... cosa che ho trovato invece in Lezioni di scrittura creativa, libro costituito da diversi saggi, ognuno su uno specifico settore dello scrivere; personaggi, trama, ambientazione, dialoghi, revisione, etc.

Ogni saggio peraltro è di un autore differente, ma tutti ricondubicili al Gotham Writers’ Workshop, celeberrima scuola di scrittura creativa americana.

Il vantaggio di tale trattazione corposa sta nel fatto che da un lato si ha una guida globale, ma dall'altro è possibile concentrarsi anche su un singolo saggio, per migliorare quello specifico fondamentale di scrittura.

Insomma, Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers’ Workshop si è rivelato una guida allo scrivere veramente utile e concreta, ricca di suggerimento che non mancheranno di essere apprezzati da tutti coloro che volesser migliorare la loro scrittura, che sia per racconti, romanzi, etc.


Fonte: http://libriromanzi.blogspot.com/2010/12/lezioni-di-scrittura-creativa-gotham.html

lunedì 6 dicembre 2010

Hatha yoga: video-corso di Leeann Carey!

L'oggetto della recensione di oggi è il video-corso di Leeann Carey: Hatha yoga.

In mezzo a tanti libri, si tratta del secondo video che propongo, dopo Meditazione facile come l’ABC, e non a caso su un altro settore fondamentale per la salute di ciascuno.

L'abbinamento meditazione-yoga è di comprovata efficacia per il benessere fisico ed emotivo, ma già la pratica costante di una di queste due discipline può fare la differenza tra una vita sana, serena e felice e una stressata e squilibrata (a livello di corpo e di mente).

Leeann Carey insegna hatha yoga da 25 anni, e dunque sa il fatto suo.

Non a caso il suo video è estremamente chiaro e semplice, non solo teorico ma anche e soprattutto pratico, utile ad avere le basi dell'hatha yoga per poterlo praticare anche da soli, fato utile soprattutto per coloro che non avessero il tempo o la possibilità di frequentare un corso dal vivo.

L'hatha yoga, peraltro, è uno degli yoga più famosi e praticati, insieme probabilmente al kundalini yoga. Ve ne sono comunque tanti, ognuno con le sue caratteristiche: il sahaja yoga, il tantra yoga, il kria yoga, etc.

Se ogni tipo di yoga ha le sue caratteristiche, è indubbio comunque che lo yoga in generale apporta alcuni benefisi: maggior elasticità, maggior resistenza, una migliore respirazione, più tranquillità di spirito, più calma mentale, più equilibrio sia fisico sia emozionale.

Benefici non da poco, specie nella società frenetica in cui viviamo.

Insomma, Hatha yoga è un video-corso che potrebbe fare molto comodo a coloro che, per motivi personali, volessero accostarsi alla disciplina.


Fonte: http://pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com/2010/12/hatha-yoga-leeann-carey-salute.htm

Tutti dicono I love you: uno dei migliori film di Woody Allen?

Certamente Tutti dicono I love you è uno dei film più apprezzati di Woody Allen , specialmente con riguardo alla sua filmografia più recente.

E' noto difatti che il regista americano abbia decisamente cambiato stile dai primissimi Provaci ancora Sam (1972), Amore e guerra (1975), Manhattan (1979): i suoi più recenti Match point (2005), Scoop (2006), Sogni e delitti (2007) sono decisamente differenti.

La domanda è: è migliorato o è peggiorato?

La mia risposta è univoca: è largamente peggiorato, e anzi, cosa peggiore di tutte, si è snaturato, passando dal regista satirico e sarcastico che era prima a quello meticciato e semi-drammatico che è diventato poi.

Certo, alcuni casi sono a metà strada: gli ottimi La dea dell’amore ed Anything else per esempio sono recenti (1995 e 2003), così come sono recenti i discreti Vicky Cristina Barcelona e Scoop (2008 e 2006), laddove sono invece più risalenti i meno ispirati Crimini e misfatti e Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (1989 e 1972), ma la linea di tendenza a mio avviso è chiaro: Woody ha rinnegato la sua natura più intima (che non a caso è quella che gli ha donato il successo!).

Ma veniamo al film di oggi: Tutti dicono I love you , che è del 1996.

La prima cosa che colpisce è il cast molto ricco: abbiamo difatti Woody Allen, Drew Barrymore (Donnie Darko, Duplex - Un appartamento per tre, 50 volte il primo bacio), Edward Norton (Fight club, Rounders - Il giocatore), Natasha Lyonne (American pie 1 e American pie 2), Julia Roberts (Pretty woman, Closer, Notting Hill, Il matrimonio del mio migliore amico), Goldie Hawn (Le farfalle sono libere, Shampoo), nonchè una giovanissima Natalie Portman (Leon, Star Wars - La minaccia fantasma, V per Vendetta, Closer).

Di che genere è il film?

E' un mix: sostanzialmente è una commedia, ma con accenni sentimentali, come arguibile dal titolo, nonchè una forte anima da musical; in effetti, il film è tappezzato di canzoni e balletti, alcuni veramente irresistibili (come quello dei fantasmi in salotto), che gli conferiscono un'aria un po' surreale.

In breve, Tutti dicono I love you narra le vicende di una famiglia americana molto liberal class, benestante e di mente aperta, seguendo le storie sentimentali dei suoi vari componenti.

Il film è sufficiente, a mio avviso, ma manca di quella verve umoristico-satirica tipica per l'appunto delle opere del primo Woody Allen, regista da cui pretendo assolutamente di più...


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/12/tutti-dicono-i-love-you-woody-allen.html

venerdì 3 dicembre 2010

Le 22 leggi immutabili del marketing: un classico del settore vendita-comunicazione-marketing!

Sul sito finora non sono apparse molte recensioni relative al settore vendita-comuncazione-marketing (cito comunque Il libretto delle relazioni, Tutto quello che devi sapere per diventare il grande venditore, Non mangiare mai da solo)

Rimpinguiamo il genere con Le 22 leggi immutabili del marketing, uno dei classici del settore marketing.

Il testo è ormai piuttosto datato, essendo di quasi vent'anni fa, ma ha ancora il suo valore, e anzi è sempre attualissimo ed efficace.

I suoi autori sono i Al Ries e Jack Trout, due personalità mondiali nel campo del marketing.

Il sottotitolo del libro è: “Se le ignorate è a vostro rischio e pericolo”, ed è piuttosto azzeccato, visto che le suddette leggi si dimostrano tuttora validissime.

Il libro si rivela decisamente concentrato: pur essendo tutto sommato breve, contiene molti concetti e molti spunti, con le varie leggi (la l legge della leadership, la legge della categoria, la legge della mente, la legge della focalizzazione, la legge dell’esclusività, etc) che vendono spiegate in modo chiaro ed efficace, senza fronzoli.


In definitiva, il testo si rivelerà certamente utile e applicabile per coloro che hanno un'impresa o comunque operano in ambito finanziario-economico-competitivo.

Fonte: http://pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com/2010/12/le-22-leggi-immutabili-del-marketing-al.html

I banditi del tempo: uno dei primi film del geniale regista Terry Gilliam!

Finora ho recensito ben cinque film di Terry Gilliam, non a caso uno dei registi che apprezzo di più.

E non potrebbe essere altrimenti, con film come Brazil, Le avventure del barone di Munchausen, Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo, L'esercito delle dodici scimmie.

Il solo Tideland non mi è piaciuto... ma capita anche ai migliori di andare male qualche volta.

Il candidato di oggi è una delle sue prime produzioni, ossia I banditi del tempo.

Ecco la trama in breve: un gruppo di sei nani ha rubato all'Essere Supremo la mappa con i passaggi intertemporali, grazie alla quale si può cambiare epoca storica a proprio piacimento.

I sei la utilizzano per andare nei luoghi e nei tempi in cui pensano di poter rubare grandi ricchezze... coinvolgendo suo malgrado il piccolo Kevin (piccolo di età, ma comunque più alto di loro!).

Ecco così che la bizzarra compagnia fa la conoscenze di Robin Hood, Agamennone (Sean Connery; Il nome della rosa, Indiana Jones e l'ultima crociata), Napoleone (Ian Holm; Il pasto nudo, Alien, La vera storia di Jack lo Squartatore, Il signore degli anelli, Existenz), etc.

Il film si presenta molto vivace e poliedrico, tanto a livello di scenografia quanto di avvenimenti.

Tuttavia, tale vivacità di fondo non è sostenuta da uno spessore interno, col risultato che i vari passaggi intertemporali risultato scollegati tra di loro, e sembrano più che altro fini a se stessi, sorta di escamotage per visitare certi posti o mettere su schermo certe gag.

Alla fine della fiera, I banditi del tempo si rivela una commedia fantastica e bizzarra, ma non certo indimenticabile, sorta di prova generale per i capolavori di Gilliam di qualche anno dopo( Brazil su tutti, ma anche Le avventure del barone di Munchausen o il recente Parnassus).

Insomma, personalmente vi consiglio gli altri film del regista, ma anche questo, pur non essendo lo stato dell'arte del cinema, si fa guardare.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/12/i-banditi-del-tempo-terry-gilliam-film.html