venerdì 22 aprile 2011

Conversazioni con Dio: uno dei libri più belli che abbia mai letto...

Articolo sul libro di Neale Donald Walsch Conversazioni con Dio



Da poco mi p venuto il desiderio di rileggermi Neale Donald Walsch, l'autore del celeberrimo Conversazioni con Dio, da molti già considerato una sorta di manifesto della spiritualità.

Me lo sono riletto, dunque, conla prospettiva di leggermi poi anche i seguiti del Libro 2 e del Libro 3).

Peraltro, questo articolo non è una recensione del suddetto libro, che ho già recensito molto tempo fa, bensì una specie di approfondimento, che ho deciso, d'ora in avanti, di proporre parallelamente alle recensioni dei libri, in modo da offrire ai miei lettori uno spunto concreto, sotto forma di esercizio o di riflessione.

Onestamente mi verrebbe difficile inmaginare un libro migliore di Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch con cui iniziare questa nuova rubrica, data la marea di spunti di riflessione che propone.

Di mio, vene segnalo uno, che mi ha colpito in modo particolare e che potrà esere utile a tutti coloro che effettuano esercizi di attrazione-manifestazione, e che riguarda una delle emozioni più positive tra tutte: la gratitudine (della gratutidune peraltro avevo già parlato in uno dei miei pochi articoli tematici).

Ciò che mi ha colpito è una differenziazione, in apparenza sottile ma in sostanza significativa, tra gratitudine e apprezzamento, che Walsch ci propone... o meglio, che Dio ci propone, fatto che dovrebbe indurci a prestare attenzione alla cosa...

Ebbene, in Conversazioni con Dio Dio dice a Walsch, che poi lo dice a noi, che l'apprezzamento è un gradino sopra la gratitudine, dal momento che il primo è puro, è semplice accettazione e felicintà per il momento presente (forse proprio ciò cui si riferisce Eckhart Tolle nel suo Il potere di adesso), mentre la seconda, pur positivissima, contiene ancora in sè il germe della lotta appena passata, ossia la contemplazione di ciò che poteva andare male.

In questo senso, dunque, il primo è un sentimento più pulito, e quindi preferibile alla gratitudine.

Almeno, questo stando ala "parola di Dio"...


Fonte dell'articolo sul libro di Neale Donald Walsch Conversazioni con Dio

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