venerdì 3 dicembre 2010

I banditi del tempo: uno dei primi film del geniale regista Terry Gilliam!

Finora ho recensito ben cinque film di Terry Gilliam, non a caso uno dei registi che apprezzo di più.

E non potrebbe essere altrimenti, con film come Brazil, Le avventure del barone di Munchausen, Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo, L'esercito delle dodici scimmie.

Il solo Tideland non mi è piaciuto... ma capita anche ai migliori di andare male qualche volta.

Il candidato di oggi è una delle sue prime produzioni, ossia I banditi del tempo.

Ecco la trama in breve: un gruppo di sei nani ha rubato all'Essere Supremo la mappa con i passaggi intertemporali, grazie alla quale si può cambiare epoca storica a proprio piacimento.

I sei la utilizzano per andare nei luoghi e nei tempi in cui pensano di poter rubare grandi ricchezze... coinvolgendo suo malgrado il piccolo Kevin (piccolo di età, ma comunque più alto di loro!).

Ecco così che la bizzarra compagnia fa la conoscenze di Robin Hood, Agamennone (Sean Connery; Il nome della rosa, Indiana Jones e l'ultima crociata), Napoleone (Ian Holm; Il pasto nudo, Alien, La vera storia di Jack lo Squartatore, Il signore degli anelli, Existenz), etc.

Il film si presenta molto vivace e poliedrico, tanto a livello di scenografia quanto di avvenimenti.

Tuttavia, tale vivacità di fondo non è sostenuta da uno spessore interno, col risultato che i vari passaggi intertemporali risultato scollegati tra di loro, e sembrano più che altro fini a se stessi, sorta di escamotage per visitare certi posti o mettere su schermo certe gag.

Alla fine della fiera, I banditi del tempo si rivela una commedia fantastica e bizzarra, ma non certo indimenticabile, sorta di prova generale per i capolavori di Gilliam di qualche anno dopo( Brazil su tutti, ma anche Le avventure del barone di Munchausen o il recente Parnassus).

Insomma, personalmente vi consiglio gli altri film del regista, ma anche questo, pur non essendo lo stato dell'arte del cinema, si fa guardare.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/12/i-banditi-del-tempo-terry-gilliam-film.html

giovedì 2 dicembre 2010

ZuluTrade: come gestire i drawdown del forex trading?

Restiamo in argomento forex trading, e sempre in casa ZuluTrade, un'opportunità che ho già avuto modo di definire molto interessante e potenzialmente molto redditizia.

Come tutte le cose delle vita, però, bisogna saperla padroneggiare, e oggi vediamo un altro punto importante: il drawdown.

Di esso ho già avuto modo di parlare in breve nei precedenti articoli: quello sui principali indicatori, e i due sui migliori fornitori (che trovi qui e qui).

Sarò molto sintetico e semplice: il drawdown, come detto, è il passivo momentaneo.

Ora, tutti i trader, anche i più bravi, ogni tanto sbagliano, e anzi nella strategia operativa di certi il drawdown è previsto in partenza.

Il punto è: quanto drawdown possiamo sopportare?

Ovviamente dipende dal nostro conto: un conto di 1.000.000 di euro riderà di 4.000 euro di drawdown, mentre un accounti di 5.000 euro non ne riderà affatto...

Ergo, dobbiamo partire per forza dall'ampiezza del nostro account, e controllare quale è il drawdown medio e massimo dei vari signal provider di ZuluTrade.

Sempre per farla semplice: se abbiamo un account di 10.000 euro possiamo benissimo inserire dei trader la cui somma dei drawdown totali sia, per esempio, di 4.000 euro.

Intanto, è improbabile che arrivino contemporaneamente al loro peggior risultato di sempre, ma anche qualora fosse saremmo ben lontani dal margin call, ossia dal punto in cui il nostro conto arriva al "limite di sopportazione" e chiude tutete le operazioni aperte, di solito col risultato di un disastro generale.

Non andate oltre certe percentuali... la prudenza nel forex è d'obbligo..

Tornando al trading online con ZuluTrade, il programma è ricco di statistiche, dettagliate e precise, e dunque, in quel senso, non ci si può sbagliare, ma c'è solo da farsi i calcoli... magari prima nel demo!


Fonte: http://soldiericchezzaconinternet.blogspot.com/2010/12/il-drawdown-in-zulutrade-trading-online.html

Incontripersingle.it: il sito giusto per i tuoi incontri online?






Incontripersingle.it

Di recente siamo andati a scoprire un sito dedicato al dating online, ma che non era un sito di dating online vero e proprio, avendo solo natura informativa, quindi con articoli sugli incontri online e sulle relazioni in generale.
Si trattava di Incontripersingle.com.

Oggi andiamo invece a vedere il suo quasi omonimo: Incontripersingle.it.

In questo caso, si tratta di un vero sito di conoscenze online, quindi con profili di uomini e donne single alla ricerca del partner ideale.

Cominciamo col dire che Incontripersingle.it è completamente gratuito; basta l'iscrizione e si è operativi.

Vanno dette però altre cose: intanto, il numero di single iscritti non è elevatissimo, e anzi lascia un po' a desiderare, anche per città importanti (figuriamo per i paesetti).

Ancora, molti profili sono datati, mentre altri sono non italiani (e ovviamente sono di ragazze dell'est...).

Infine, il sito non è esattamente lo stato dell'arte dell'informatica, ma questo alla fine poco importerebbe, a condizione che i precedenti punti fossero soddisfatti in pieno.

Insomma, vedete voi...


Fonte: http://amoreincontriamicizie.blogspot.com/2010/12/incontripersingleit.html

mercoledì 1 dicembre 2010

Come sedurre gli amici e plagiare i nemici: ce lo svela Lucifer Satan!!

Da poco un amio mi ha prestato alcuni libri, tra cui uno che sembrava molto curioso, sia per il titolo sia per la veste editoriale: Come sedurre i nemici e plagiare gli amici di Lucifer Satan.

Due nomi che erano tutto un programma...

In sostanza, il libro si proponeva come manuale di autosviluppo, una sorta di testo di crescita personale al contrario, ben lontano dai classici contenuti in stile pensiero positivo, pnl, legge di attrazione, etc.

Anzi, l'autore espone tutta una serie di consigli cinici e pragmatici, con cui avere successo nella vita altrettanto cinica e pragmatica del giorno d'oggi.

Il libro è suddisivo in sei capitoli, corrispondenti ai sei peccati capitali, e ricchi di "consigli" di ogni tipo, nonchè di alcuni casi reali (George W. Bush, Dick Cheney, Hugh Hefner, Kenneth Lay, Marchese De Sade).

Si può inquadrare questo libro in due modi diversi.

Come libro di intrattenimento umoristico, e allora mi fa ridere.

Come libro di autosviluppo, e allora mi fa inquietare.

Ma forse sono io che mi preoccupo troppo, e in realtà non c'è nessuno che affiderebbe la sua esistenza ai consigli di un libro chiamato Come sedurre i nemici e plagiare gli amici e scritto da Lucifer Satan...


Fonte: http://pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com/2010/12/come-sedurre-i-nemici-e-plagiare-gli.html

Harry Potter e i doni della morte: com'è l'ultimo film della saga del maghetto inglese?

La recensione di oggi è dedicata a quello che senza dubbio era il film più atteso del 2010, a pari merito forse col solo Avatar: parlo di Harry Potter e i doni della morte.

O meglio, della prima parte di Harry Potter e i doni della morte, visto che l'episodio è stato diviso in due film per una discutibile scelta della produzione.

Sfortunatamente, ambo le parti sono state affidate al medesimo regista del precedente e pessimo Harry Potter e il Principe mezzosangue: David Yates.Il quale, ad onor del vero, se l'era cavata meglio con Harry Potter e l’Ordine della Fenice, ma comunque non risultando all'altezza dei suoi predecessori: Chris Columbu, Alfonso Cuaron e Mike Newell, registi dei primi cinque film di Harry Potter.

Ma andiamo alla trama: con la Morte di Silente i cattivi hanno il sopravvento, tanto nel Ministero della Magia, quanto nella società civile tutta, compresa la scuola di Hogwarts, finita tra le mani del nuovo preside Piton.

Harry, ora ricercato numero uno (come un tempo lo era stato l'amato Sirius Black), vaga alla ricerca degli horcrux, con cui uccidere Voldemort, ovviamente in compagnia di Ron ed Hermione, pur tra mille difficoltà.

Il film conserva lo stile registico di Yates, ossia molto gotico-orrorifico, peraltro con un incipit da brivido (forse la parte più efficace del film, che infatti promette bene), attutendo le scene di azione e di relazione (già scarse con lui, non molto portato per l'aspetto relazionale-emotivo) e aumentando invece quelle contemplative, agevolato in tal senso dai numerosi paesaggi naturali oggetto della storia.

Sfortunatamente, pur tralasciando il fatto che non siamo a Hogwarts, che ci sono molti paesaggi naturali e che si è scelto di impoverire colonna sonora e di dar poco peso ai dialoghi, rimangono alcune note dolenti, tipiche del precedente film: personaggi poco caratterizzati, dialoghi poco efficaci, fotografia non all'altezza dei primi film, aspetto giocoso-umoristico-relazionale completamente assente...

... ma quel che è peggio, Yates ha ignorato o reso inutili alcuni scene forti del libro, ad esempio quella che secondo me è una delle due più forti di tutta la saga della Rowling: la dichiarazione di Fleur a Billy Winsley con abbraccio successivo con mamma Wisnley.

Idem dicasi per il rapporto tra Harry e Ginny, nel libro molto importante e nel film passato sotto silenzio, ma anche per molti altri punti.

Insomma, l'ho già detto: è un vero peccato che la produzione abbia consegnato gli ultimi tre film al regista meno adatto di tutti a realizzarli: forse si è puntato molto sull'aspetto maturo-orrorifico, ma si è così perso quasi tutto il senso del magico della saga letteraria.


Fonte: http://foscodelnero.blogspot.com/2010/12/harry-potter-e-i-doni-della-morte-parte.html